Abiti usati – Marzilli chiede di sospendere le convenzioni

Sotto inchiesta le cooperative che gestiscono in paese la raccolta degli abiti usati e degli oli esausti. Marcello Marzilli del movimento “Arce nel Cuore” chiede l’immediata sospensione delle convenzioni in essere con l’ente di via Milite Ignoto. Ancora uno scandalo legato alle indagini dell’inchiesta denominata Roma Capitale. La Squadra Mobile di Roma, coordinata dalla procura antimafia di Roma, ha tratto in arresto giovedì scorso quattordici persone accusate di traffico illecito di rifiuti e associazione per delinquere. Il business illegale, avrebbe tra i suoi scopi quello di raccogliere, trasportare, cedere e gestire una quantità enorme di indumenti usati grazie agli appalti ricevuti dalle amministrazioni pubbliche che, senza gara, hanno affidato ad alcune cooperative il servizio. Convenzioni attive in Abruzzo, in Campania, a Roma nel Lazio ed anche ad Arce. Un traffico vero e proprio che, da quando stanno accertando gli inquirenti, aveva come terminali il Sud Africa, i Paesi del Nord Africa e l’Est Europa. «Un sistema collaudato di “rete” – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip – mediante il quale le imprese riescono ad acquisire affidamenti diretti per il servizio di raccolta della frazione tessile differenziata, attraverso compiacenze politiche e collaudati meccanismi procedurali di facilitazione degli affidi». Quindi proprio in queste ore si sta indagando sulle complicità politiche che avrebbero intrattenuto, non solo a Roma e dintorni, rapporti con gli indagati e con le cooperative. Le convenzioni con il comune di Arce, comunque, risalgono a marzo 2014 e in entrambi i casi non sono previsti costi per l’ente. «Queste convenzioni – ci ha detto Marcello Marzilli – vanno sospese immediatamente. Da quello che si apprende questi abiti usati destinati ai poveri vengono invece venduti addirittura in Africa».

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