Ad Arce l’icona di Pompei – Evento fortemente voluto da don Ruggero che ha inviato una lettera alle famiglie. ‘Nell’anno pastorale che si apre davanti a noi il Papa ci esorta a riscoprire il cammino della fede

ARCE – Una missione popolare per portare «luce e conforto» alla comunità parrocchiale di Arce e dei paesi limitrofi.
È quella che si terrà nella parrocchia dei santi apostoli Pietro e Paolo da martedì prossimo, 18 settembre fino a sabato 22. L’occasione è la visita dell’Icona della Vergine del S. Rosario di Pompei accompagnata da un’equipe formata da sacerdoti, suore e laici che hanno il compito di diffondere in questi quattro intensi giorni la spiritualità del santo rosario.
Un evento fortemente voluto dal parroco don Ruggero Martini che ha raccolto il desiderio espresso dal responsabile della casa di riposto “Villa Algisa” Alfonso Rosanova e dall’associazione di “Sant Lauterie”. Nei giorni scorsi in parrocchia si sono susseguiti una lunga serie di incontri dei gruppi che operano nella pastorale locale. L’obiettivo della missione mariana è sia quello coinvolgere il maggior numero di persone della comunità dei fedeli del territorio, ma anche quanti, per diversi motivi, si sono allontanati dalla Chiesa. Per questo, nei giorni scorsi, grazie all’aiuto di numerosi volontari, don Ruggero ha fatto recapitare ad ogni famiglia di Arce (circa duemila) una lettera dal titolo “La porta della Fede è sempre aperta per noi!” nella quale spiega il senso della missione e della visita della sacra immagine.
«Nell’anno pastorale che si apre davanti a noi – scrive il sacerdote – il Papa ci esorta a riscoprire il cammino della fede. Un cammino, per noi iniziato nel giorno del battesimo  e che siamo chiamati a proseguire per tutta la vita. In quest’anno pastorale che è l’anno della fede per tutta la chiesa, si inserisce anche la Missione Mariana che celebreremo nella nostra parrocchia dal 18 al 22 settembre. Il programma della missione sta per essere consegnato nelle vostre case dai collaboratori parrocchiali. Prendetene visione e appuntatevi i momenti più significativi che serviranno ad alimentare la vostra vita spirituale. Maria – ha aggiunto ancora don Ruggero – che ha creduto all’annuncio dell’angelo, ci sarà di esempio. Infatti, particolarità di questa missione rispetto alle altre che in questi ultimi decenni si sono susseguite, sarà la presenza dell’ icona della Madonna di Pompei». Per ogni informazione è comunque disponibile il sito www.parrocchiadiarce.it

IL PROGRAMMA
ARCE – La Missione Mariana del Santuario della Beata Vergine del S. Rosaio, è una predicazione ispirata alle disposizioni del Santo Padre Pio XII, contenute nelle Lettere Encicliche “Fulgens Corona” ed  Ingruentium Malorum”. La Missione dura cinque giorni e termina alle ore dodici di sabato 22.
«Si propone – così come spiegato dal delegato per la Missione Mariana – di portare una parola di luce e di conforto ad ogni categoria di persone per instaurare omnia in Christo per  Mariam mediante la diffusione della recita del S. Rosario nelle famiglie. Allo scopo di lasciare frutti duraturi di bene, ogni capofamiglia è infatti invitato a impegnarsi a recitare il S. Rosario ogni giorno con la sua famiglia e in segno di questo impegno inscriversi all’Unione delle Famiglie del Rosario per la recita del S. Rosario nelle famiglie, il tutto istituito dal Beato Bartolo Longo».
Il programma prevede per martedì 18, alle ore 16, l’arrivo della sacra immagine a Villa Algisa e incontro con gli ospiti della casa, con la presenza della banda musicale. Alle 16.30, invece, sarà il momento dell’incontro con la comunità parrocchiale che radunerà negli spazi adiacenti al plesso scolastico di via Guglielmo Marconi. A seguire i saluti dell’amministratore diocesano e del sindaco di Arce. Quindi, processione della Sacra Immagine verso la chiesa accompagnata dalla banda musicale comunale e parrocchiale “Città di Arce”. Alle 17.30, recita del S. Rosario e santa messa. Alle 21.30, veglia e catechesi su “Beato Bartolo Longo e Santuario di Pompei”.
Mercoledì 19 settembre, ore 8.30, santa messa con lodi, e a seguire fino alle 11.15 visita ai malati e accoglienza in chiesa dei gruppi. Alle 11.15 santo rosario meditato, alle 12, supplica alla Beata Vergine Maria, alle 15 apertura e iscrizioni all’anno catechistico e incontro con i missionari; alle 16, esposizione del SS. Sacramento e adorazione; ore 17.15, omaggio alla Madonna delle contrade: B. Murata, Tramonti, Colleone, Colle Olivo, Marzi, Frassi, Valle, Campanile e Campostefano; ore 17.30, santo rosario e messa. In serata, alle 21.30, nuovo momento di catechesi su “Maria donna eucaristica”.
Giovedì 20 settembre, ore 8.30, santa messa con lodi, e a seguire fino alle 11.15 visita alle famiglie. Alle 11.15 santo rosario meditato, alle 12, supplica alla Beata Vergine Maria. Alle ore 16 santa messa per i malati con il sacramento dell’Unzione; ore 17.15, omaggio alla Madonna delle contrade: Collealto, Puzzaca, Portone, Collenoci e Collemezzo, Stazione, Fontanelle, Sant’Eleuterio e Centro Storico; ore 17.30 santo rosario e messa. Ore 21, catechesi su “Maria presso la Croce” e alle 22
concerto-meditazione per i giovani.
Venerdì 21 settembre, ore 8.30 santa messa con lodi. Mattinata dedicata alle confessioni. Alle 11.15 santo rosario meditato, alle 12, supplica alla Beata Vergine Maria. Nel pomeriggio (ore 16) partenza per il Santuario di S. Eleuterio, alle 17.30 accoglienza delle coppie di coniugi e delle famiglie, a seguire santo rosario e celebrazione eucaristica con rinnovo delle promesse matrimoniali. Ore 21.30, veglia di preghiera su “Maria donna dell’attesa”.
Sabato 22 Settembre, al santuario, ore 8.30 santa messa. Alle 10.30  rosario e celebrazione eucaristica; ore 12.00 Supplica alla Beata Vergine Maria e saluto alla Sacra Immagine.

Le origini e la storia della raffigurazione
IL QUADRO
L’icona della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei (alta cm 120 e larga cm 100) presenta l’immagine della Madonna in trono con Gesù in braccio; ai suoi piedi, san Domenico e santa Caterina da Siena. La Vergine reca nella mano sinistra la corona del Rosario che porge a santa Caterina, mentre Gesù, poggiato sulla sua gamba destra, la porge a san Domenico. In questo quadro si possono riconoscere tre grandi spazi. Lo spazio in alto, nel quale l’umile ma solenne figura di Maria in trono invita la Chiesa a portarsi verso il mistero della Trinità. Lo spazio in basso è quello della Chiesa, il corpo mistico, la famiglia che ha in Gesù il suo capo, nello Spirito il suo vincolo, in Maria il suo membro eminente e la sua Madre. Lo spazio laterale, rappresentato dagli archi, porta al mondo, alla storia, verso cui la Chiesa ha il debito di essere “sacramento”, offrendo il servizio dell’annuncio evangelico per la costruzione di una degna città dell’uomo. La via che unisce questi spazi è il Rosario, posta quasi come fondamento ai piedi del trono, e consegnato dal Figlio e dalla Madre come via di meditazione e assimilazione del Mistero. Quest’icona fu data a Bartolo Longo da Suor Maria Concetta De Litala, del Convento del Rosariello a Porta Medina di Napoli. La religiosa l’aveva avuta in custodia da padre Alberto Radente, confessore del Beato. Per trasportarlo a Pompei, il Longo l’affidò al carrettiere Angelo Tortora che, avvoltala in un lenzuolo, l’appoggiò su di un carro di letame. Era il 13 novembre 1875, data di nascita della Nuova Pompei, ricordata ogni anno con una giornata di preghiera, durante la quale i fedeli, ammessi alla venerazione diretta del Quadro, affidano alla Vergine le loro speranze. Successivamente il quadro, però, necessitava di un restauro e fu posto alla venerazione dei fedeli soltanto il 13 febbraio 1876. Nello stesso giorno, a Napoli, avvenne il primo miracolo per intercessione della Madonna di Pompei: la dodicenne Clorinda Lucarelli, giudicata inguaribile dall’illustre prof. Antonio Cardarelli, guarì perfettamente da terribili convulsioni epilettiche. In seguito, Bartolo Longo affidò l’Icona al pittore napoletano Federico Maldarelli per un ulteriore restauro, chiedendogli anche di trasformare l’originaria Santa Rosa in Santa Caterina da Siena. Nel 1965, fu effettuato, al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, un restauro altamente scientifico, durante il quale, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista della scuola di Luca Giordano (XVII secolo). Nello stesso anno, il 23 aprile, il Quadro fu incoronato da Paolo VI nella Basilica di San Pietro. Nel 2000, per il 125° anniversario, il Quadro ha sostato per cinque giorni nel Duomo di Napoli, dove è stato venerato da migliaia di fedeli. Il ritorno a Pompei è stato fatto a piedi, seguendo il tracciato del 1875, con diverse soste nelle città della provincia. Per tutto il giorno centinaia di migliaia di persone hanno affollato il percorso di trenta chilometri che separa Pompei dal capoluogo. Quando, in piena notte, il Quadro è tornato a Pompei, è stato accolto da una città in festa. Il 16 ottobre 2002, il Quadro è tornato a piazza San Pietro, per esplicita richiesta del Papa Giovanni Paolo II, che, accanto alla “bella immagine venerata a Pompei”, ha firmato la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, con la quale ha introdotto i cinque nuovi misteri della luce, ed ha indetto l’Anno del Rosario.

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