Appalti irregolari a Ponza, un arcese tra i sette arrestati – L’operazione è stata condotta tra venerdì notte e ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Latina

Abuso d’ufficio, falsità e turbativa d’asta negli appalti per la pubblica illuminazione e il depuratore di Ponza: anche un imprenditore di Arce tra i sette arrestati nell’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Latina.
Con il sindaco dell’isola pontina, tre assessori e due imprenditori, figura anche G.C., 55 anni, originario della Calabria ma da molti anni residente ad Arce. L’uomo è titolare di un’impresa edile che avrebbe eseguito i lavori, per conto del Comune, sui quali la Procura di Latina ha chiesto le sette misure cautelari, emesse dal pm Olimpia Monaco, ed eseguite nella notte tra venerdì e ieri mattina dai carabinieri del reparto operativo di Latina, al comando del capitano Luigi Spadari. Un’operazione che, condotta tra le province di Latina, Frosinone e Sassari, vede altri venti indagati a piede libero, tra cui alcuni dipendenti comunali di Ponza. Le accuse, formulate dagli inquirenti, riguardano irregolarità nell’aggiudicazione e gestione dell’appalto per la realizzazione e manutenzione della pubblica illuminazione e la gestione del depuratore di Ponza. Durante le indagini, gli investigatori avrebbero anche trovato dei documenti in cui erano annotati i nominativi di chi doveva vincere le gare d’appalto. L’assegnazione di lavori veniva infatti affidata, secondo quanto emerso dalle indagini sulle quali ieri mattina si è svolta una conferenza stampa, sistematicamente alle stesse ditte. Il blitz dei carabinieri, scattato alle prime luci dell’alba, ha portato all’arresto del primo cittadino, che insieme agli imprenditori, è accusato di associazione per delinquere oltre che dei reati di turbativa d’asta, falsità e abuso d’ufficio. Agli assessori vengono contestati invece solo i reati di turbativa d’asta, falsità e abuso d’ufficio. Secondo quanto riferito dal capitano Spadari, durante la conferenza stampa di ieri mattina a Latina, infatti, nel mirino della Procura e dei carabinieri sarebbero finite le gare d’appalto per la fornitura di beni e servizi: su undici di queste, otto sarebbero riconducibili ai sette arrestati.
La notizia di quanto accaduto ha, ovviamente, turbato anche la comunità arcese, dove l’imprenditore edile, che lavorava fuori dalla Ciociaria, è comunque molto conosciuto. Sempre stando a quanto dichiarato dalle forze dell’ordine, il 55enne, di origini calabresi ma sposato con una donna di Arce e da molti anni residente in provincia di Frosinone, sarebbe stato prelevato proprio dalla sua abitazione arcese e condotto nel carcere di Frosinone, dove tuttora si trova a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
 

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