Appalti truccati a Ponza, interrogato l’imprenditore – In manette anche il sindaco dell’isola turistica pontina. Gli arrestati hanno respinto le accuse

ARCE – Abuso d’ufficio, falsità e turbativa d’asta negli appalti per la pubblica illuminazione e il depuratore di Ponza, imprenditore di Arce interrogato dalla magistratura.
Nella vasta operazione del Nucleo investigativo di Latina sono rimasti invischiate diverse persone trai quali anche il sindaco dell’isola pontina, tre assessori e due imprenditori, figura anche G.C., 55 anni, originario della Calabria ma da molti anni residente ad Arce. L’uomo è titolare di un’impresa edile che avrebbe eseguito i lavori, per conto del Comune, sui quali la Procura di Latina ha chiesto le sette misure cautelative, emesse dal pm Olimpia Monaco, ed eseguite nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri del reparto operativo di Latina. Un’operazione che, condotta tra le province di Latina, Frosinone e Sassari, vede altri venti indagati. Le accuse, formulate dagli inquirenti, riguardano irregolarità nell’aggiudicazione e gestione dell’appalto per la realizzazione e manutenzione della pubblica illuminazione e la gestione del depuratore di Ponza. L’assegnazione di lavori veniva infatti affidata, secondo quanto emerso dalle indagini, sistematicamente alle stesse ditte. Il blitz dei carabinieri ha portato all’arresto del primo cittadino, che insieme agli imprenditori, è accusato di associazione per delinquere oltre che dei reati di turbativa d’asta, falsità e abuso d’ufficio. Agli assessori vengono contestati invece solo i reati di turbativa d’asta, falsità e abuso d’ufficio.
Ieri mattina, il 55enne arcese, rappresentato dagli avvocati, è stato sentito dal gip Mancini ma ha preferito non rispondere alle domande. La difesa si è riservata di chiedere un nuovo interrogatorio al Pm. Tuttavia gli avvocati hanno fatto sapere che la posizione del loro assistito sarebbe marginale rispetto alle accuse contestate.

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