Asilo nido, arriva la replica di Colantonio – Il consigliere di minoranza: ‘Servizio gratuito? Gli atti dicono il contrario’

ARCE – Non si fa attendere la replica del consigliere di minoranza Vincenzo Colantonio alle parole dell’Assessore ai Servizi Sociali, in quella che oramai è diventata la telenovela “Asilo Nido”. «Prendo atto delle parole del vicesindaco e del suo impegno a non far gravare i costi generali dell’asilo nido sulle tasche dei cittadini. Altresì prendo atto del fatto che probabilmente non è a conoscenza degli atti emessi dal comune di Arce, che vanno in tutt’altra direzione – dice Vincenzo Colantonio -. Purtroppo le cose che dico non sono le considerazioni di chi è “accecato dal risentimento”, ma sono il puro e semplice riscontro dei fatti. Le parole di ognuno di noi lasciano il tempo che trovano e sono propaganda politica, mentre gli atti amministrativi sono i documenti su cui si fonda la gestione di un Comune. La determina con cui viene indetto il bando per la cessione in gestione dell’asilo nido, recita: “Nella spesa complessiva presunta di 325.000 euro che verrà opportunamente iscritta nei bilanci relativi ai rispettivi esercizi finanziari 2015 – 2016 e 2017, vengono indicate chiaramente le cifre che l’amministrazione metterà nel prossimo bilancio e che, di conseguenza, i cittadini dovranno pagare”. Io e il vicesindaco possiamo dire quello che vogliamo, ma sui documenti c’è scritto questo. Inoltre il capitolato allegato alla delibera recita: “L’ente si riserva la facoltà propria ed insindacabile in qualsiasi momento, di poter modificare l’organizzazione del servizio medesimo in aumento ovvero in diminuzione, comunicandolo con congruo anticipo all’appaltatore, il quale è tenuto ad adeguare conseguentemente la quantità delle prestazioni senza poter per questo richiedere maggiori o diversi compensi o pretendere eventuale risarcimento dei danni”. A cosa si riferiscono i maggiori o diversi compensi se, come dice l’assessore, il Comune non tirerà fuori una lira? Inoltre nella procedura negoziale riservata a cinque ditte, che cosa verrà scritto nelle buste, se non una riduzione rispetto all’importo di 325.000 euro? Alla luce di ciò, come può una ditta rispondere ad una gara con una riduzione d’asta se intascherà solo le tariffe pagate dalle famiglie, che, tra l’altro vengono stabilite dall’amministrazione? Questi sono i fatti e gli atti, il resto è commedia. Infine stia tranquillo l’assessore Germani, non provo alcun risentimento. Semplicemente questi atti mi convincono sempre più della scelta fatta e della deriva di un progetto diventato ormai ben altra cosa rispetto ai presupposti iniziali».

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