Asilo nido, nessuna domanda di ammissione – Solo un’indagine conoscitiva. Ed è scontro

ARCE – Per la futura attivazione dell’asilo nido comunale, nessuna domanda di ammissione, ma solo un’indagine conoscitiva.
Sta facendo discutere la risposta all’interrogazione del consigliere d’opposizione Sara Petrucci fornita dall’assessore alla Pubblica Istruzione.
La capogruppo del Pdl si è fatta portavoce, durante l’ultima assise civica, dei dubbi che alcune mamme gli hanno sollevato in merito alle mobilità in base alle quali verranno accettati i bambini presso la nuova struttura annessa alla scuola dell’infanzia. E’ emerso, infatti, che gli uffici starebbero distribuendo e riaccettando, senza un avviso pubblico, dei modelli con i quali, i cittadini interessati, possono fare richiesta d’iscrizione anticipata per i propri figli di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni di età. Un’iniziativa che l’assessore competente avrebbe definito come non rispondente alle intenzioni dell’amministrazione comunale che, invece, ha chiesto di svolgere un’indagine conoscitiva al fine di predisporre al meglio il servizio ed un eventuale introduzione di norme che in qualche modo regolino l’accesso al nido (reddito, genitori che lavorano, residenza, etc.).
«Trovo politicamente scorretto – ha detto la Petrucci dopo il consiglio – l’atteggiamento del vice sindaco che, come purtroppo è già successo altre volte, ha cercato di glissare le proprie responsabilità amministrative su altri, magari su chi cerca di svolgere il proprio lavoro al meglio. Mi piacerebbe infatti sapere – ha aggiunto la pidiellina – come si può avviare un’indagine conoscitiva senza farla conoscere ai potenziali utenti? Questa amministrazione continua a gestire la cosa pubblica come se fossero a casa loro e dispiace ricordare che c’è chi da oltre tre anni deve fare a meno di un servizio importantissimo per le famiglie e soprattutto per le mamme sulle quali, nella maggior parte dei casi devono districarsi tra lavoro, figli e casa. Ma tutto questo – ha concluso – probabilmente loro non lo sanno».
«La vicenda è incredibile». Ha commentato invece Marcello Marzilli . «La situazione – ha ripreso l’ex assessore – deve essere sfuggita di mano al vice sindaco, che forse aveva chiesto una valutazione sulle potenzialità della richiesta di servizio e, invece, si è ritrovato la distribuzione di “domande di ammissione” in assenza di un bando, o di un avviso, oltre che ad un’adeguata pubblicità».
«Tra i soldi che bisognerà ridare alla Regione – rincara invece su di un famoso social network Emanuele Calcagni – ci sono anche i 50mila euro che il Comune ha incassato per il servizio del nido pur avendolo tenuto chiuso».

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