Bagarre sulla nomina degli scrutatori – Il sindaco non cede, Nardone se ne va

ARCE – Bagarre in commissione elettorale per la nomina degli scrutatori.
Il rappresentante della minoranza consiliare, Gianni Nardone, abbandona l’aula in polemica con la maggioranza. Il sindaco Simonelli ha respinto la proposta dell’opposizione di designare gli scrutatori con il sistema del sorteggio. I numeri della maggioranza in commissione sono di tre membri (sindaco, assessore Fraioli e consigliere Quattrucci) a uno (Nardone). L’amministrazione, a quanto pare, ha deciso di seguire, nonostante le polemiche della scorsa tornata elettorale, il sistema della designazione diretta indicando persone scelte con criteri interni della stessa maggioranza. Va detto che la normativa prevede questa possibilità, ma l’indicazione del nominativo è sempre causa di un generale malcontento. E proprio per questo che nei giorni scorsi il consigliere Nardone si era fatto portavoce di una proposta di nominare con il sistema del sorteggio tra coloro che sono iscritti nell’apposito albo degli scrutatori, che risultano essere disoccupati o inoccupati e che non hanno già ricoperto questo incarico negli ultimi cinque anni.
«Ci sembrava una proposta interessante – ha detto Nardone -. Hanno perso un’occasione. Dobbiamo prendere atto che il sindaco non ha voluto valutare attentamente questo sistema forse perché doveva accontentare più di qualcuno».
La chiusura della maggioranza, poi, sarebbe proseguita anche in una eventuale ripartizione degli incarichi da conferire. Il sindaco, infatti, era disposto a riconoscere all’opposizione, su 18 scrutatori da nominare, appena tre.
«Nelle ultime elezioni – ha ricordato Nardone – si era proceduto ad assegnare alla maggioranza i due terzi rispettando gli ordini di forza presenti in consiglio. Anche su questo ho potuto capire che il primo cittadino ha voluto chiudere ogni possibilità di dialogo nonostante la norma richiami espressamente la commissione a cercare l’unanimità dei consensi. Stando così le cose – ha concluso Nardone – ho ritenuto giusto abbandonare i lavori e non compartecipare a questa sorta  di spartizione clientelare».

20