Bilancio in ‘anticamera’ – Polemico Marcello Marzilli che solleva dubbi sul ritardo nell’approvazione

ARCE – Bilancio bloccato, manca il parere del revisore del conto.
Doveva essere prodotto entro dieci giorni, ma l’importante documento non sarebbe ancora perfezionato.
«Questo – ha affermato il consigliere di minoranza Marcello Marzilli – è un fatto di una inaudita gravità che dovrà essere chiarito nelle sedi opportune».
Nei giorni scorsi, infatti, l’ex assessore, dopo aver chiesto di visionare il parere del revisore sullo schema di bilancio preparato dalla giunta, si è visto recapitare  dal municipio una lettera con la quale gli veniva comunicato che «a tutt’oggi, non è stato consegnato all’ufficio finanziario il parere».
«Tutti sanno – ha ripreso Marzilli – che il revisore dei conti deve rendere il suo parere entro 10 giorni dal momento in cui gli viene trasmesso lo schema di bilancio approvato. Quindi la trasmissione del parere doveva avvenire entro il 23 di aprile 2011. Ma questo non è avvenuto ed io mi domando perché. Forse qualcuno ha chiesto al revisore di non esprimersi? E se così è, chi è costui visto che l’unico interlocutore del revisore dovrebbe essere il consiglio comunale? Se così fosse – conclude Marzilli – saremmo alle solite. Significherebbe infatti che gli organismi di garanzia sono stati “piegati” alle esigenze della maggioranza amministrativa che, impantanata nelle “sabbie mobili” del bando per nominare il tecnico comunale, farebbe “sospendere” il giudizio del revisore sul bilancio 2011 per scongiurare una inevitabile bocciatura».
Marzilli poi non manca di rivolgere una stoccata all’assessore Vincenzo Colantonio che aveva accusato l’opposizione consiliare di essere “improbabile”. «L’assessore alla “coerenza-ambiente”, il paladino della legalità che riteneva di poter parlare di tutto e di tutti – afferma sarcastico – che fine ha fatto? Non vede le macroscopiche forzature delle norme? Ma, dimenticavo, lui non controlla i timbri e le firme. Purtroppo per lui, però, sono proprio i timbri e le firme che fanno la differenza».

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