‘Bisogna migliorare il mondo’ – Richiamo del parroco don Ruggero che invita i cristiani all’impegno sociale

ARCE – «Non bisogna solo aspettarsi la venuta di un mondo migliore, ma contribuire fattivamente a cambiarlo nel nostro tempo». È il forte richiamo del parroco di Arce, don Ruggero Martini, che domenica scorsa, durante l’omelia al Vangelo di Marco (brano che affronta il tema della fine del mondo) ha voluto soffermarsi su di importanti temi sociali.
Il parroco ha sollecitato la comunità a prendere coscienza della propria missione di Cristiani, in un momento di forte crisi che non riguarda soltanto la sfera economica e finanziaria.
«Negli anni passati – ha detto don Ruggero – si è costruito molto spesso sull’ingiustizia, sulla disparità di trattamento, sulla corruzione, sulla disonestà. Un modello di società che ha costantemente aumentato il divario e le differenze tra le persone, cercando di far dimenticare quanto sia importante costruire un mondo fondato sul rispetto reciproco delle persone. Oggi – ha fatto notare ancora il sacerdote – nemmeno coloro che soffrono e sono malati trovano posto in ospedale. Le famiglie povere aumentano a dismisura, nonostante ci sia qualcuno che strumentalmente dica il contrario o addirittura affermi che la povertà non esiste. Il messaggio del Vangelo di oggi, ci chiede di essere parte di un forte cambiamento adoperandoci a mettere fine a questo tipo mondo. Il Signore – ha spiegato ancora don Ruggero – ci ha detto qual è il suo mondo, dove non esiste il male, il peccato e tutto è misurato sull’amore. Gesù ci ha anche detto il parametro sulla quale, alla fine dei tempi, saranno giudicate le nostre esistenze terrene. “Perché avevo fame, e voi mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato dell’acqua, ero straniero e mi avete ospitato nella vostra casa, ero nudo e mi avete dato dei vestiti, ero malato ed in prigione e siete venuti a trovarmi!”. Ecco – ha concluso – su queste azioni concrete saremo giudicati!».
Il parroco, al termine della messa, ha presentato il nuovo rito per l’esequie, con le nuove indicazioni fatte dalla Diocesi, soffermandosi sulla necessità di mettere fine ad alcune pratiche in uso durante i funerali. Tra queste, non sarà possibile portare in chiesa fiori di alcun genere (eccetto per il copri bara); nel caso di persone non propriamente credenti è auspicabile che si tenga la sola liturgia della parola senza la celebrazione dell’eucaristia; non saranno permessi in chiesa saluti particolari, a meno che non siano stati preventivamente concordati per iscritto con il parroco; il saluto e le condoglianze ai parenti dovranno tenersi fuori dalla chiesa e a conclusione del rito finale previsto alla partenza del feretro.

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