Calcagni, un errore lo riporta in Giunta – Ed è subito polemica

ARCE – Assessore defenestrato torna in giunta. Solo per poco.
Per un attimo, l’ex assessore ai lavori Pubblici, Emanuele Calcagni, E’ tornato a far parte dell’esecutivo guidato dal sindaco Simonelli. Sull’albo pretorio on line del Comune di Arce, infatti, è stata pubblicata la delibera n.34 del 29 marzo 2012, nel quale risulta regolarmente presente alla riunione convocata dal primo cittadino. Si tratta, ovviamente di un errore commesso probabilmente dall’ufficio amministrativo che redige le delibere e cura la pubblicazione degli atti. Sicuramente il frontespizio del documento proviene da un file di qualche tempo fa, quando Calcagni sedeva nell’esecutivo ed è stato aggiornato soltanto nell’oggetto, nel numero e nella data della deliberazione. Insomma una svista che nel giro di poche ore è stata immediatamente corretta sostituendo il nome di Calcagni con quello di Roberto Patriarca, assessore allo stesso subentrato.
Il fatto comunque, non è passato inosservato al consigliere d’opposizione Marcello Marzilli che, accortosi probabilmente per primo dell’errore, ha diffuso la curiosa notizia tramite i social network.
«Ancora una “perla” dell’Amministrazione comunale di Arce – ha detto ironico Marzilli –. Hanno provveduto a correggere l’errore ma io ho salvato una copia del file errato. Ora vedremo come andrà a finire anche questa storia di ordinaria incapacità amministrativa».
Poi il consigliere esprime un commento anche sulle modalità della delibera che riguarda la sistemazione e messa in sicurezza di alcune strade rurali: «L’incarico ai tecnici di redigere il progetto definitivo ed esecutivo è stato affidato il 26 marzo 2012 e il 29 marzo la giunta lo ha approvato. Dunque – ha fatto notare Marzilli – i tecnici incaricati in soli due giorni hanno redatto tutta la complessa e voluminosa progettazione e documentazione e l’hanno consegnata in comune per l’approvazione. Ma forse nella corsa – ha concluso – hanno dimenticato qualcosa, magari qualche strada!».
«Spero – ha detto invece l’ex assessore Calcagni – che l’atto sia stato annullato e poi pubblicato nuovamente. Non vorrei che gli amministratori fossero convinti che le delibere pubblicate possono essere modificate con un po’ di bianchetto. Per chi lo avesse dimenticato, da un progetto redatto in due giorni con atti corretti a bianchetto si è arrivati ad una condanna di quattordici mesi in primo grado».
Dall’amministrazione comunale intanto si tende a minimizzare.
«Si è trattato di un semplice errore umano – hanno fatto sapere – prontamente sistemato. Non è l’amministrazione che redige gli atti, ma gli uffici. Sono comunque errori che, seppur andrebbero limitati ed evitati, possono accadere quando si lavora. Il resto sono polemiche pretestuose».

17