Cambiano gli orari degli istituti scolastici – Approvate le modifiche. Il provvedimento riguarda gli alunni della secondaria do primo grado

ARCE – A scuola col panino: il Consiglio d’Istituto approva la modifica degli orari delle lezioni. Da lunedì 30 settembre, il martedì e il venerdì gli alunni della scuola secondaria di primo grado e quelli della primaria (dovrebbero essere escluse le prime e le seconde classi delle elementari, che a quanto pare farebbero un solo giorno lungo) rimarranno a scuola fino alle 15.30 e potranno pranzare durante le ore curriculari, cioè di lezione, con un bel pranzo al sacco! E’ questa la soluzione proposta dal reggente dell’istituto che, con il parere positivo del collegio dei docenti, è stata approvata all’unanimità dei presenti dal consiglio d’Istituto. In realtà la delibera si è resa necessaria a seguito di alcune problematiche rilevate nei primi giorni di settembre inerenti il trasporto degli alunni. Sarebbe emerso, infatti, l’incompatibilità (per circa 15/20 minuti) delle corse di ritorno con quelle che trasportano gli studenti delle scuole superiori provenienti da Sora, Isola Liri ed Arpino. C’è da dire che a gennaio 2013 l’Istituto, che comprende tutte le scuole di Arce, Roccadarce e Colfelice, aveva  deliberato la cosiddetta settimana corta, ossia un tempo scuola suddiviso su cinque giorni anziché sei, con il sabato a casa. Una modifica epocale, fortemente voluta da una larga maggioranza dei genitori, che aveva incontrato anche il favore delle amministrazioni comunali che si erano dichiarate disposte a sopperire alle esigenze di supporto e cioè, in altre parole, ad adeguare gli orari del servizio di trasporto ed eventualmente ad organizzare la refezione. Quest’ultima, però, non sarebbe stata più necessaria dopo una nuova delibera degli organi collegiali che stabiliva l’organizzazione oraria nelle sole ore antimeridiane con l’introduzione della sesta ora. Qualcosa però non ha funzionato nel verso giusto e i problemi del trasporto sarebbero risultati insormontabili, così come quelli organizzativi legati alla sorveglianza degli alunni durante la mensa. L’assessore alla Pubblica Istruzione Vincenzo Colantonio si è affrettato a far sapere che la decisione è frutto dell’autonomia dell’istituzione scolastica e che il comune era pronto ad organizzare il servizio di mensa. Stando cosi le cose, però, non si capisce la logica della decisione presa dall’Istituto. A meno che, la soluzione del panino era la più comoda per tutti, eccezion fatta per gli alunni e le famiglie.

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