Cartelle prima rata Tares in ritardo a causa di disguidi nella distribuzione – L’adempimento tardivo dei contribuenti non comporterà sanzioni

ARCE – Prima rata della Tares, ritardi postali nella consegna delle cartelle. L’assessore Di Palma informa sulle modalità di pagamento. A quanto pare un disguido nella distribuzione postale non ha ancora consentito la corretta e puntuale consegna degli avvisi relativi al pagamento del nuovo Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares).
Il comune di Arce, con delibera assunta dal Consiglio comunale ha stabilito, così come disposto a livello nazionale, di dividere l’imposta in tre rate. La prima, appunto, doveva essere pagata entro il 31 agosto; la seconda entro il 30 settembre ed il saldo al 30 novembre 2013. I cittadini avrebbero dovuto ricevere nelle scorse settimane il modulo con i conteggi, per poi recarsi alla posta o in banca per pagare il dovuto. Le prime due rate, sempre secondo quanto sancito dalla massima assise civica del 9 luglio scorso, dovrebbero essere riferite alle tariffe Tarsu (rifiuti solidi urbani) del 2012, mentre il saldo riguarderà la differenza con i nuovi importi della tassa, che verranno stabiliti con apposita deliberazione del consiglio, ai quali si aggiungerà il balzello di trenta centesimi per metro quadro imposto dallo Stato.
«Il pagamento ritardato della prima rata della Tares, la cui scadenza era fissata per il 31 agosto, non comporterà costi aggiuntivi per il contribuente».
Lo ha dichiarato l’assessore ai tributi Dario Di Palma che, nei giorni corsi, è intervenuto sul problema.
«A fronte di questo disservizio – ha spiegato ancora Di Palma – peraltro non imputabile all’operato del nostro comune, non sarà prevista l’applicazione di sanzioni e interessi di mora per chi effettuerà il pagamento entro il 10 settembre».
«E’ bene ricordare – ha aggiunto ancora l’assessore – che la Tares sostituisce la vecchia tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu). Essa è stata introdotta dallo Stato, dal governo Monti con il decreto “Salva Italia”, e servirà a finanziare anche altri servizi come la manutenzione stradale e l’illuminazione pubblica».
«In questo ultimi tempi – fa notare ancora Di Palma – abbiamo assistito da parte dello Stato a continue tassazioni che siamo costretti a trasferire ai cittadini, trasformando così le amministrazioni civiche in veri e propri esattori per conto delle casse centrali. La riscossione della Tares, dunque, – ha concluso l’assessore – non dipende dal comune e l’amministrazione, pur sensibile alle difficoltà economiche in cui versano tutti i cittadini, ha dovuto suo malgrado, dare esecuzione alla legge».
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