Caso Mollicone, altri 200 test – Martedì il conferimento dell’ìncarico ai Ris per l’esecuzione degli esami

ARCE – E’ una cavalcata senza sosta quella della Procura di Cassino, sempre più vicina alla verità. E martedì, con il conferimento dell’incarico agli esperti del Ris, verranno disposti nuovi accertamenti. Non meno di duecento, secondo i bene informati, indirizzati a vecchi e nuovi volti. E’ in questa cerchia che si sta scavando, che si cerca la mano assassina. O plausibili collegamenti in grado di condurre gli investigatori al nome della persona che strappò Serena alla vita troppo presto.
Importanti gli elementi estrapolati dai nastri adesivi usati per avvolgere il corpo della studentessa di Arce: profili genetici, estratti dai frammenti di impronte papillari.
«Sono profili genetici misti, attribuibili a più soggetti e utili per ulteriori accertamenti comparativi» aveva dichiarato il Procuratore della Repubblica di Cassino, Mario Mercone, titolare dell’indagine condotta a stretto gomito con la dottoressa Siravo, nell’ultimo recente vertice in Procura.
«Tali profili genetici e l’impronta dattiloscopica a suo tempo rilevata sui nastri non appartengono a nessuno degli indagati attuali. E’ emersa la necessità di ulteriori accertamenti genetici e dattiloscopici di tipo comparativo ad ampio raggio». «Gli accertamenti da svolgere ad ampio raggio si struttureranno mettendo a confronto gli elementi noti ad eventuali nuovi soggetti», aveva aggiunto nella stessa circostanza il procuratore capo del Tribunale di Cassino, affiancato dalla dottoressa Siravo e del maresciallo Pletto. Il mirabile lavoro dei Ris di Roma e del Nucleo Investigativo del Reparto provinciale dei Carabinieri di Frosinone ha permesso di evidenziare prove preziose, uniche, per dare finalmente un volto alla mano assassina che nel 2001 rubò la giovinezza alla studentessa di Arce. I profili genetici misti sembrano appartenere, secondo indiscrezioni, a più di tre soggetti, forse uomini.
«Non abbiamo ancora stabilito in base a quali criteri selezionare i gruppi di persone da sottoporre a comparazione – aveva continuato Mario Mercone – è una valutazione da fare con calma e di cui abbiamo discusso ancora. La relazione ampia e corposa depositata oggi si compone di tre volumi: occorre, dunque, ponderare bene gli elementi».
Il punto di partenza, quello della mancata corrispondenza, in base ai criteri scientifici presi in esame, con i profili dei sei indagati “principe” del caso. Da qui l’attività inquirente, che in questo mese di febbraio dovrebbe trovare il suo naturale svolgimento, ripartirà andando ben oltre le persone interessate dagli accertamenti dattiloscopici e nei cui confronti non sarebbero emersi elementi utili all’indagine.
«Dobbiamo approfondire le ultime ore di vita di Serena Mollicone – aveva incalzato il magistrato – per approfondire la posizione di tutti quei soggetti che potrebbero aver avuto rapporti con la studentessa. Un accertamento che va ponderato e valutato con attenzione e selezione».
Dunque, fra tre giorni si aprirà un nuovo capitolo dell’importante inchiesta sulla morte di Serena.

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