‘Ciò che dobbiamo avere è scritto nero su bianco’ – Il sindaco Simonelli interviene sulla vicenda dell’associazione di Corsetti

ARCE – «Una ricostruzione dei fatti completamente errata, ci sono almeno tre documenti ufficiali che smentiscono la tesi del presidente dell’Associazione Intercomunale».
E’ il sindaco Roberto Simonelli a intervenire direttamente nella querelle che vedrebbe contrapposta l’amministrazione comunale all’associazione “Valle del Liri”.
La questione, ricordiamo, è sorta nei giorni scorsi a seguito di un fitto scambio di corrispondenza tra i due enti. Da un lato l’Associazione che aveva richiesto il pagamento della quota sociale al Comune di Arce e dall’altro l’ufficio finanziario del municipio che ha replicato avanzando la riscossione di ben 22.560 come quota d’affitto e condominio della sede dell’intercomunale (posta al primo piano del palazzo municipale) per gli anni che vanno dal 2006 al 2011.
Una richiesta che ha mandato su tutte le ire il presidente Corsetti che, oltre a dichiarare di non dovere nulla al Comune di Arce, ha annunciato il trasferimento della sede nel vicino comune di Ceprano.
«E’ del tutto evidente – ha spiegato il primo cittadino – che secondo le leggi vigenti in Italia gli atti scritti hanno maggiore valore dei pretesi accordi verbali. La convinzione del presidente dell’associazione di non dover alcun rimborso al nostro Comune è del tutto errata. E non sono io a dirlo – prosegue Simonelli con fotocopie alla mano – ma gli atti che la stessa Associazione ha sottoscritto e accettato nel dicembre 2005. Con una nota a firma di Iliano Corsetti – aggiunge ancora il sindaco – l’Associazione da lui presieduta comunica di aver deliberato la somma di euro mille annue per il fitto dei locali occupati, oltre le spese condominiali che sarebbero state stabilite in un secondo momento. A seguito di questa lettera, la giunta municipale con verbale numero 177 del 29.12.2005, ha approvato il canone di locazione per l’importo offerto. E ancora il responsabile dell’area dell’ufficio tecnico, il 9 gennaio del 2006, ha determinato il nuovo canone di fitto e, per le metrature in uso dell’Associazione, ha stabilito anche la quota condominiale in euro 230 mensili, portando il totale annuo dovuto a 3.760. Quando poi alla possibilità di riprendere i lavori per il completamento del Centro Direzionale di piazza Umberto I – ha concluso Roberto Simonelli – rammento che esiste una impossibilità oggettiva alla ripresa dei lavori, perché pende presso il Tribunale di Cassino la causa civile che deve determinare la proprietà del sito su cui si è tentata, almeno incautamente, la costruzione del centro».

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