Colantonio chiama a raccolta i cittadini – ‘Immaginiamo qualcosa di diverso, dove la solidarietà non sia elemosina’

Arce è un paese per ricchi? Si, secondo l’ex assessore e capogruppo di maggioranza Vincenzo Colantonio, che oggi alle 17.30, ha promosso un incontro pubblico.
Consigliere, perché partecipare a questa iniziativa?
«Perché mi sembra, ormai, che certe scelte siano inevitabili e che le persone non sentano più la necessità di manifestare il proprio dissenso».

Quali sono i temi che verranno affrontati?
«Parleremo della questione delle bollette, c’è un incremento dell’imposizione fiscale locale che è diventata enorme a fronte di servizi sempre più scarsi e meno qualificati».

Ma lei è stato esponente di questa amministrazione?
«Si certo. E questo non mi impedisce di continuare a sostenere, anche oggi dall’opposizione, che un’amministrazione deve farsi carico del dramma sociale che si va sempre consumando e che non deve piegarsi alle sole esigenze della sua sopravvivenza politica. Vogliamo dire che i cittadini, con le loro difficoltà, sono tutti uguali a prescindere delle “conoscenze”».

A chi si riferisce?
«Quando ad esempio si stabilisce una tassazione a tariffa unica, che non prevede fasce di reddito e quando si fa lo stesso per le rette dell’asilo nido, significa che non si sta facendo nulla per controbilanciare lo  squilibrio sociale. Far accedere ai servizi solo chi può permetterselo, buttando a mare chi non può, è l’inevitabile risultato finale di questa politica».

E voi che cosa proponete?
«Noi immaginiamo qualcosa di diverso, dove la solidarietà non sia elemosina e dove i servizi vengano estesi a tutti. Dove semplicemente ognuno paghi secondo le sue possibilità e dove i diritti siano tali, veri».

Come pensa sia possibile arrivare a tutto ciò?
«In un contesto dove la ricerca di un favore personale, da privilegio quale era è diventato questione di vita o di morte, di sopravvivenza sociale, la realizzazione del nostro intento diventa difficile. Ne siamo consci, ma non vogliamo rassegnarci a veder spente le ultime voci critiche nella società e per questo abbiamo voluto, in ogni caso, allestire questa tribuna, aperta al contributo di tutti, senza padroni».

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