Colantonio ‘spara’ sulla Saf – Una posizione intransigente ispirata dalle recenti indagini dei carabinieri sui rifiuti

ARCE – «Il consiglio d’amministrazione della Saf? Dovrebbe dimettersi».
Parola dell’assessore all’Ambiente del comune di Arce. Sollecitato sull’argomento, Vincenzo Colantonio ha spiegato il suo parere personale a seguito di quanto è stato riscontrato dai carabinieri di Arce. Gli uomini dell’arma del maresciallo Evangelista, nei giorni scorsi, hanno denunciato per “attività gestionale di rifiuti non autorizzata in concorso” il presidente del consiglio di amministrazione della Società Ambiente Frosinone, il direttore tecnico di stabilimento di trattamento rifiuti, l’amministratore e socio unico di una società di trasporti e un autista, dipendente della stessa società. Secondo gli accertamenti effettuati dai Carabinieri sarebbero stati accettati presso l’impianto di Colfelice, rifiuti non differenziati trasportati da una società che sarebbe sprovvista della necessaria iscrizione all’apposito albo nazionale.
«La posizione istituzionale dell’amministrazione comunale di Arce – ha poi spiegato Colantonio – non c’è perché ancora non ne abbiamo parlato. Per me – aggiunge ancora il capogruppo – il cda dell’azienda dovrebbe dimettersi, anche se non c’è stata nessuna condanna, proprio in virtù della sua funzione pubblica. Questo sicuramente non avverrà, ma anche qualora avvenisse si ritornerebbe all’assemblea dei sindaci. E’ in grado la Provincia – chiede l’assessore – di fare una proposta seria e fuori dalle spartizioni tra correnti? Credo di no, anche considerando cosa accade alla Riserva Naturale d’Isoletta, dove un commissario “ad acta”, nominato dal presidente Iannarilli, sono due anni che non convoca l’assemblea dei sindaci e nessuno sa cosa stia facendo. In quest’altra vicenda dei rifiuti non stiamo meglio e penso che chi abbia un po di speranza debba metterla in campo. Per chiarezza – ha concluso Colantonio – il sottoscritto non ha nessuna possibilità di incidere nelle scelte e negli atti della Saf. Non faccio parte del Cda e neppure dell’assemblea, visto che non ho nessuna delega in merito. Oggi, ad Arce, l’unica persona che ha un potere del genere è il sindaco».
 

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