Colfelice – Cenni storici –

 Cenni storici


Colfelice è un piccolo paese collocato nell’area posta fra il cassinate e il frusinate nella media valle del Liri. E’ il risultato della fusione, tenacemente voluta dai suoi abitanti e ottenuta nel 1925, delle due contrade Coldragone e Villafelice dalle quali ha derivato il nome. Nell’antichità la zona fu sicuramente abitata. Ne sono prova le tracce di una villa romana e altri ruderi sparsi lungo la via Latina. Le prime notizie sul territorio che era chiamato anche Case, VIlle o Casalis Rocce Archis, risalgono al Medioevo quando le cronache parlano della sua distruzione avvenuta ad opera dell’esercito pontificio. Coldragone, il cui nome è legato nella leggenda a un misterioso animale che gli abitanti del paese avrebbero eliminato con l’aiuto di una scrofa, è chiamato anche Colle Cenuso. Villafelice è invece il risultato dell’iniziativa e dell’attività di Antonio Buoncompagni, che cominciò l’opera di disboscamento e dissodamento delle terre basse dell’allora comune Rocca d’Arce e che fece affluire nel nuovo insediamento coloni provenienti da più località. Dopo la seconda invasione longobarda il territorio oggi occupato da Colfelice fu inquadrato nel castaldato di Aquino e, conteso a lungo fra papato e impero, si trovò situato all’interno dello stato napoletano. Posto com’era nella zona di confine, il suo territorio fu più volte invaso. Concesso ai conti di Sora, seguì poi le sorti di questa contea. Nel 1583, dopo essere stato dei Cantelmo e dei Della Rovere, fu venduto ai Boncompagni dai quali nel 1796 il re di Napoli ne acquistò la piena e diretta sovranità. Nella storia di Coldragone e di Villafelice che ha notevole importanza il secolare processo di autonomia dei due borghi da Rocca d’Arce e dalle sue istituzioni, in particolare da quelle religiose. Nel corso dell’ottocento vennero costruite e ampliate le chiese che solo nell’ultimo dopoguerra sono state amministrativamente distaccate dalla loro matrice di Rocca d’Arce con l’elevazione a parrocchie autonome.


 

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