Comprensivo verso il declassamento – L’istituto Giovanni Paolo II da settembre andrà in reggenza. L’ira del consigliere Marzilli

ARCE – Istituto comprensivo verso il declassamento.
Sembra ormai aver raggiunto l’ufficialità la notizia che vede l’istituto “Giovanni Paolo II il Grande” di Arce, che raggruppa anche le scuole dei comuni di Roccadarce e Colfelice, andare a reggenza fin dal primo settembre. La questione era già stata sollevata con un’interrogazione orale presentata dal consigliere di minoranza Gianni Nardone durante l’ultima Assise civica. A quanto pare, però, proprio in questi giorni, sarebbe stato dato il via libera a un ulteriore taglio alle dirigenze scolastiche in nome dell’ormai onnipresente spending review. Gli istituti che, pur raggruppando diversi Comuni e gradi di scuole, non superando i seicento alunni devono essere accorpati con altri distretti scolastici più grandi. Ed Arce, per una manciata di iscritti e nonostante i vari interventi messi in atto nel corso di questi ultimi anni, non è riuscito a raggiungere le iscrizioni necessarie per mantenere la titolarità. Una perdita forse annunciata che probabilmente poteva essere rimandata almeno per tutto il prossimo anno scolastico, visto che il numero degli iscritti per mantenere l’autonomia è destinato a salire ulteriormente dal 2014. La notizia della fine del Comprensivo, intanto, ha sollevato una serie di polemiche nel dibattito politico locale.
«Se è vero – ha detto il consigliere d’opposizione Marcello Marzilli – che a causare il declassamento è stata la perdita del numero minimo di studenti necessario, è altrettanto vero che sulla questione ci sono delle pesanti responsabilità politiche. E tra queste, accuso soprattutto l’Amministrazione comunale per l’azione “demolitoria”, messa in atto sugli edifici scolastici. Iniziative che hanno finito col danneggiare la filiera causando l’esodo di studenti verso le scuole limitrofe di Ceprano, Fontana Liri, eccetera».
«Questa Amministrazione – ha aggiunto Marzilli – come purtroppo avevo predetto, con la storia del prefabbricato antisismico, ribattezzato come il “capannaccio”, ha creato il più grande danno della storia agli studenti arcesi e all’intero paese».
«Ci sono poi altre chiare responsabilità – ha concluso l’ex assessore – che presto ricorderemo ai cittadini e sulle quali qualcuno dovrebbe iniziare a vergognarsene».
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