Comunisti italiani in piazza contro i tagli della manovra – La locale sezione si schiera con i sindacati

ARCE – I Comunisti italiani della locale sezione in prima linea per contestare quella che loro ritengono essere una mancanza di equità della manovra proposta dal governo Monti.
Nei giorni scorsi la sezione locale del Pdci, “Peppino Impastato”, è stata impegnata nella distribuzione di un volantino contro la manovra economica in discussione in Parlamento. All’iniziativa ha partecipato il segretario provinciale Orlando Cervoni, recentemente eletto al comitato centrale del partito di Diliberto.
«Nel volantino – spiega il dirigente Giuliano Sera – si contesta la mancanza di equità della manovra che racimola circa 30miliardi di euro, quasi tutti pagati dai cittadini, che sono le prime e sole vittime di una crisi economica causata da un sistema che allontana dalla produzione della ricchezza attraverso il sistema industriale, per favorire “investimenti” finanziari che alla fine si sono dimostrati “mendaci”. I Comunisti italiani – prosegue Sera – in questi giorni sono ‘presenti in migliaia di piazze italiane a fianco dei lavoratori e dei pensionati, con i sindacati che combattono questa manovra iniqua, che prevede tagli ai salari, maggiore tassazione e diminuzione dei servizi ai cittadini. Scarsi e di poca efficacia gli interventi sull’occupazione giovanile e delle donne, anzi la diminuzione del potere di acquisto avrà come unico effetto la recessione e con essa un aumento delle difficoltà della nostra industria. La distribuzione del volantino ha messo in evidenza come questa manovra sia avversata da tutti i cittadini, compresi da coloro che pure sono stati elettori del centrodestra. Il Governo Monti non si discosta molto da ciò che aveva in mente il Governo precedente.
L’unica forza politica – ha sottolineato il dirigente – che trae benefici da questa manovra è proprio il Pdl, che ha imposto la propria volontà contraria alla patrimoniale da molti invocata. I Comunisti italiani – ha concluso – continueranno a contrastare questo governo cosiddetto tecnico, invitando tutti i cittadini a non rassegnarsi».

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