Consiglio comunale nel caos – La minoranza: poteva essere prorogato

ARCE – Consiglio non improrogabile, l’opposizione scrive al Prefetto. E’ iniziata in un clima incandescente la campagna elettorale.
Lunedì pomeriggio, alle ore 18.30, si è tenuta una riunione della massima assise civica con cinque punti all’ordine del giorno. I consiglieri di minoranza hanno sollevato immediatamente un problema di opportunità a svolgere la seduta in quanto, secondo gli stessi, la legge è molto chiara in materia. Il comma 5 dell’articolo 38 del D.P.R. 267/2000, infatti, precisa che ‘i consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili’. Diverse sentenze della Corte Costituzionale, nonché della Cassazione e vari Tribunali Amministrativi avrebbero anche specificato che l’improrogabilità e l’urgenza non ci sarebbero se per l’adozione di un atto non sia espressamente previsto un termine perentorio a cui sia legata una decadenza o una sanzione.
«I punti all’ordine del giorno – hanno riferito i consiglieri di minoranza Calcagni, Marzilli e Petrucci – non sono affatto improrogabili e urgenti, ma puramente discrezionali. Anzi – fanno notare ancora i tre – al punto 2, l’Ente verrebbe impegnato economicamente in assenza del bilancio di previsione del 2014, mentre al punto successivo viene individuata una perimetrazione di alcune aree comunali a cui seguirà una variante puntuale e speciale».
L’Amministrazione comunale, però, non ha tenuto conto di quanto esposto dai colleghi d’opposizione, ritenendo l’urgenza un fattore legato alla discrezionalità e quindi ha proceduto all’approvazione dei punti posti in discussione.
«Un consiglio comunale, quello di ieri, surreale – ci ha detto il consigliere Marcello Marzilli -. Una nominale maggioranza – ha ripreso Marzilli – che tenta di “capitalizzare” una seduta illegittima viziata dallo scioglimento del consiglio comunale intervenuto con l’indizione dei comizi elettorali. Da notare – ha concluso – che la seduta si sia comunque tenuta nonostante il segretario comunale abbia riconosciuto la fondatezza delle obiezioni sollevate dall’opposizione».

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