‘Da piazza a zona degradata’ – A chiedere interventi di immediata manutenzione è il movimento ‘Arce Attiva’. Il responsabile, Gino Gabriele, evidenzia carenze e lacune

ARCE – «Piazza Sant’Antonio, è abbandono totale».
E’ la denuncia fatta a chiare lettere dal movimento “Arce Attiva” attraverso il suo responsabile Gino Gabriele.
Dopo la proposta dei parcheggi “rosa”, la nuova associazione cittadina segnala all’Amministrazione Comunale lo stato in cui versa la piazza posta in località Borgo Murata, a ridosso della chiesa di Sant’Agostino.
«Dovrebbe essere, per la sua particolare posizione, il biglietto da visita del paese – ha detto Gabriele – ed invece la bella piazza è lasciata nell’incuria più totale. Basta fermarsi qualche istante per accorgersi dello stato i cui versa: manca la semplice pulizia, le panchine di legno sono deteriorate, l’impianto d’illuminazione pubblica è fatiscente, l’arredo urbano è mal messo e senza un minimo di cura. I cittadini del posto e i tanti arcesi affezionati a questa zona, sono stanchi di segnalare questa condizione senza vedere interventi. Noi di “Arce Attiva” – ha aggiunto – confidiamo che presto si possono effettuare lavori di manutenzione, anche perché in questa piazza e nelle immediate vicinanze insistono attività commerciali ed artigianali che richiamano visitatori da tutta la regione e oltre. Senza considerare, poi, che nelle prossime settimane, probabilmente, questo largario sarà l’anima pulsante di tutta l’estate arcese, visto che dal 16 al 28 agosto sarà interessata dalla ormai riuscitissima manifestazione musicale “Murata Street Sound”, poi dai giochi popolari, dalla manifestazione canora “Sognando le Stelle” e, non ultimo, dalla festa religiosa in onore di S. Agostino. Insomma, il nostro movimento si fa portavoce di questo disagio invitando l’Amministrazione ad intervenire quanto prima per porre rimedio ad una condizione poco edificante sia per gli abitanti della zona che per tutto il paese. Avere una piazza pulita e ben illuminata – ha concluso Gabriele – non mi sembra una missione impossibile!».

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