‘Dal vice sindaco Simonelli nervosismo e tentativi di svalutare il lavoro altrui’ – La piccata replica dell’assessore Colantonio

ARCE – «Le parole del vicesindaco? Un chiaro sintomo di insofferenza e di nervosismo».
Non si è fatta attendere la replica di Vincenzo Colantonio alle parole di Lucio Simonelli sulla necessità di aprire una riflessione nella maggioranza all’indomani della creazione del nuovo gruppo consiliare.
«Parlassero – ha detto l’assessore all’Ambiente – dei contenuti, della loro condivisione o meno, di quanto fosse giusto o sbagliato quello che ho affermato! Non di altro, cambiando discorso, nel tentativo di confezionare un “pacco” per i cittadini dove il merito passa in secondo piano, e si danno giudizi sommari. Ritengo – ha spiegato ancora Colantonio – che la rappresentanza sia inderogabile dal confronto e dalla dialettica continua. E’ solo dal rapporto diretto con gli elettori che si crea un rapporto corretto di rappresentanza. Io, non potendo e non volendo basare la mia attività politica su rapporti clientelari, questo cerco di fare, dal primo giorno che ricopro l’incarico di consigliere comunale e di assessore. Forse anche da prima. Soprattutto nei momenti difficili e delle scelte, cerco di interpretare il sentimento delle persone che mi sono vicine. Mai come questa volta c’è stata una direzione indicata univocamente. Nessuno ha pensato che si dovessero fare cose diverse da quello che ho rappresentato in Consiglio comunale. Sono stato – ha sottolineato – il portavoce delle persone che mi stanno vicino e trovo molto sgradevole il tentativo di sminuire il lavoro che ho svolto fino ad oggi dentro l’amministrazione, per colpire quella rappresentazione. In nessun giornale – ha aggiunto ancora l’assessore – è mai apparsa una mia dichiarazione che mettesse in discussione il lavoro di un mio collega, e di cose da dire ce ne sarebbero tante. Io martedì scorso ho fatto un atto politico, con delle motivazioni che ritengo sacrosante, su cui si può essere in disaccordo, ma le battute sull’attività del sottoscritto sono fuori luogo. Amministro, con altri, un paese e penso di avere tutto il diritto di rivendicare scelte e decisioni su cui ho avuto un ruolo importante. Penso che quello che si sta facendo, e quello che non si sta facendo, sia merito e responsabilità dell’amministrazione, nella sua interezza. È anche per questo che sono sereno e la mia coscienza mi dice che sono nel giusto. Si può fare di più sicuramente ma certi atteggiamenti danno l’impressione che, per nascondere i propri fallimenti, si cerchi di affossare il lavoro degli altri o, peggio, appropriarsene. Sono atteggiamenti però – ha concluso Colantonio – che non portano lontano».

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