‘Dipendenti comunali pronti allo sciopero’ – Tra le lamentele pagamenti arretrati e un organico sottodimensionato

ARCE – Agitazione dei dipendenti comunali di Arce, i lavoratori puntualizzano la loro posizione.
«Premesso che la maggior parte dei lavoratori non ha alcun interesse alla sterile polemica, si vuole semplicemente precisare il perché di tanto malcontento – spiegano -. Risulta per tutti noi inaccettabile, ritrovarci a fine agosto 2011, senza aver ricevuto spettanze che sono relative addirittura agli anni 2009 e 2010. Praticamente a ridosso della vigilia di Natale scorso, le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione hanno sottoscritto, finalmente, uno specifico accordo per “sanare” quella inerzia Amministrativa che da troppo tempo penalizza ingiustamente il personale del Comune di Arce. Nonostante le tante, troppe e inutili chiacchiere che si sentono dentro e fuori il “palazzo”, la realtà dei fatti è che l’Ente a tutt’oggi non ha rispettato l’accordo, non ha pagato i lavoratori e non intende farlo. Siamo convinti che se le cose stessero diversamente, come pure qualcuno dichiara, non si capisce perchè allora l’Amministrazione non chieda formalmente conto di tale ingiustizia a chi ne ha eventualmente la responsabilità gestionale. Gli strumenti contrattuali per farlo ci sono tutti e se gli Amministratori non adottano iniziative utili all’attribuzione delle spettanze al personale interessato, evidentemente condividono tale atteggiamento ambiguo e contraddittorio. Ci chiediamo perché prima nel Comune di Arce si firmino accordi, che il personale aspettava da anni, se poi non si ha alcuna intenzione di rispettarli.
Le uniche certezze che noi lavoratori abbiamo  – consistono nella considerazione che l’attività quotidiana di questo Ente Locale viene, nonostante tutto,  garantita soltanto grazie al nostro senso di responsabilità, al grande rispetto che abbiamo per l’utenza, ma sicuramente non per merito di chi dovrebbe motivare il personale a fare sempre meglio e che invece non lo considera affatto lasciandolo abbandonato a se stesso. L’ingiustizia è resa ancora più forte se consideriamo che  siamo ridotti a 26 unità, a fronte delle 58 previste in dotazione organica, di cui 9 part-time a 24h. A questa paralisi dell’Amministrazione, poiché siamo stanchi di continuare a farci prendere in giro con  accordi carta straccia, tra poco si aggiungerà la decisione da parte nostra di incrociare le braccia: se ci considerano incapaci almeno devono avere il coraggio di dircelo apertamente».

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