Donfrancesco dà battaglia contro la Regione – Il primo cittadino esasperato: ‘Non può sempre invocare il principio di prossimità’

COLFELICE – Il sindaco di Colfelice Donfrancesco ha inizialmente espresso il proprio vivo apprezzamento per la determinazione che da sempre caratterizza l’impegno del sindaco Antonio Salvati e dell’amministrazione comunale di San Giovanni Incarico per difendere l’ambiente e la salubrità dell’aria di tutto il territorio e porre fine alle esalazioni maleodoranti che, al pari dei suoi colleghi della zona, ritiene legati alla presenza della discarica di Cerreto e dell’impianto di selezione dei rifiuti gestito dalla Saf. Ha quindi dichiarato la piena disponibilità del Comune di Colfelice ad intraprendere «ulteriori iniziative per stroncare sia l’accumulo dei residuati o scarti dei rifiuti presso la Mad che l’arrivo presso la Saf di enormi quantitativi di rifiuti da altre parti del Lazio». A questo riguardo, Donfrancesco ha fatto presente che la Regione non può sempre invocare il cosiddetto principio di prossimità, stabilito dal vigente Piano Regionale Rifiuti e previsto dalla normativa nazionale ed europea, in base alla quale “i Comuni che non dispongono di impianti per il trattamento o lo smaltimento devono fare ricorso agli impianti delle province o ambiti limitrofi”. Così la Saf ha ricevuto prima i rifiuti di Roma, poi quelli di Latina e ora si annuncia l’imminente arrivo dei rifiuti di ben 51 Comuni della provincia di Roma. «Guarda caso – ha esclamato il sindaco Donfrancesco – il principio di prossimità è invocato solo a danno di Colfelice, Roccasecca e degli altri comuni del territorio. Ovviamente occorrerà adoperarsi con ogni mezzo possibile per scongiurare danni e i pericoli della situazione esistente – ha aggiunto il primo cittadino – richiedendo uno scrupoloso monitoraggio delle esalazioni provenienti dagli impianti e presentando i necessari ricorsi amministrativi, anche se la giustizia amministrativa arriva molto in ritardo». In effetti è ancora fresco il ricordo di quanto accaduto a dicembre scorso con i rifiuti in arrivo da Roma, quando il Tar del Lazio accolse il ricorso che il Comune di Colfelice aveva presentato (nel febbraio 2013) contro l’invasione dei rifiuti dalla capitale. Una sentenza che arrivò a tempo abbondantemente scaduto, quando ormai l’immondizia romana già non arrivava più a Colfelice.

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