Dopo oltre 40 anni si ritrovano i “Figli d’Italia” – Presenti oltre cento studenti, i sacerdoti e il bidello che hanno fatto la storia. Commovente la visita all’ex istituto dove ora opera il “San Raffaele”

CASSINO – Dopo oltre quarant’anni dall’ultimo abbraccio per i ragazzi di padre Minozzi, domenica scorsa un commovente tuffo nel passato.
Infatti, domenica scorsa a Cassino in un noto ristorante, oltre cento ragazzi, oggi tutti adulti, hanno dato vita ad una rimpatriata ‘giornata in collegio’.
L’incontro, avvenuto dopo oltre quarant’anni, è stato un susseguirsi di sorprese. L’iniziativa è stata presa da uno degli alunni, Ciro Minucci. Infatti, ha lavorato per oltre un anno e mezzo per recuperare gli indirizzi dei compagni di scuola (l’archivio del collegio è andato perduto), insieme all’esplosivo Antonio Tortolano, hanno contattato un po’ tutti e creato l’appuntamento sognato da tanto tempo.
L’istituto “Figli d’Italia” fondato da padre Minozzi, fu inaugurato nel 1961, una casa per tutti i ragazzi dove poter studiare e dove, poi, imparare un mestiere nella vita privata. I sacerdoti dell’opera di don Minozzi avevano istituito una scuola elementare, una media e un istituto superiore, l’Itis. I giovani ragazzi provenienti dalla Campania, dal Molise, dal Frusinate, dall’ Abruzzo e dal Molise, trovarono una famiglia in cui crescere. Da allora, conseguito il diploma i ragazzi si separarono. La struttura, poi, negli anni ’80 venne venduta, per la cronaca fu trasformata in un centro ospedaliero di riabilitazione il “San Raffaele”.
Del gruppo degli ex alunni, con grande orgoglio, faccio parte anche io che scrivo, Bernardo Di Folco.
Grande è stata l’emozione, alle 9.30, quando sono arrivato all’appuntamento, nel piazzale antistante il ristorante, c’erano quasi tutti della mia classe, sorpresa quando ho salutato Domenico Iacovella (oggi sindaco di Piedimonte San Germano), Ciro, Amleto, Ivan, Veneto, e poi di Arce il professor Ugo Vago (insegnava all’Itis), Armandino Corsetti, e tanti altri. Dopo gli abbracci ci siamo diretti al “Collegio” (oggi il “San Raffaele”), per rivivere qualche minuto nella nostra ex “casa”. Purtroppo la direzione, comunque molto disponibile a farci entrare, non ci ha permesso di fare la rituale foto ricordo del nostro gruppo, visto il loro regolamento aziendale.
Alle 12 siamo tornati al ristorante, come da programma è stata celebrata la Santa Messa officiata da un nostro ex alunno, don Cesare. Nell’omelia ha ricordato la missione di padre Minozzi.
Durante il pranzo conviviale, la prima sorpresa: la presenza del “terribile” ma buono, il bidello Giuseppe Leva che, con i suoi 90 suonati, è riuscito ancora a tenere a bada noi discoli adulti. Ma le sorprese continuano. Lo staff religioso: don Manfredi, ultra ottantenne, a detto: «E’ stato emozionante ritrovarci tutti insieme, scoprire che gli insegnamenti impartiti con impegno nella nostra scuola sono stati apprezzati. Oggi, ho ritrovato quei ragazzi tra loro ci sono ingegneri, insegnanti, liberi professionisti affermati e anche sindaci. Persone che hanno saputo fare molto nelle proprie vite ricordando sempre l’affetto e l’impegno che nei difficili anni ’60 abbiamo cercato di dare nella loro cura e nella loro educazione sperando potessero avere una vita migliore».
Poi, don Salvatore, il quale ha estratto fuori il fatidico fischietto. Infatti, con esso riusciva a darci delle istruzioni senza sprecare la sua voce. Antonio Tortolano, ha poi consegnato a Ciro Minucci un ricordo, il simbolo del “nostro Collegio”, per l’impegno svolto nel farci stare ancora insieme in una splendida giornata insieme.
Nella galleria fotografica le immagini salienti dell’evento curate da Bernardo Di Folco.
 

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