E’ guerra sull’ente montano – Marcello Marzilli non risparmia critiche: pagheremo un conto politico salato

ARCE – «Nessuna responsabilità amministrativa può essere addossata al Comune di Arce, ma ora nomineremo i nostri rappresentanti nell’ente e faremo valere le nostre richieste per il territorio».
E’ l’assessore al Bilancio, Marco Marzilli, a intervenire a nome dell’amministrazione comunale sul pasticcio relativo alla composizione della XV Comunità Montana e sulle recenti vicende che hanno riguardato l’uscita da parte del Comune di Arce.
«E’ necessario fare chiarezza. – Esordisce l’assessore – Il comune di Arce il 30 settembre del 2009, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 8 della legge regionale n. 20/08, esprimeva la volontà di non far più parte dell’ente montano. Nonostante tale deliberato, la Comunità Montana ha affermato la permanenza del nostro comune in seno alla stessa e richiesto la quota associativa annuale (di euro 0,26 per abitante). Come assessore al Bilancio – ha aggiunto ancora – al fine di redimere ogni dubbio, con nota del 15/09/2011 richiedevo chiarimenti alla Regione Lazio – Direzione Enti Locali. Qualche giorno fa, la dirigente Maria Chiara Coletti, specificava, tra le altre cose, che la legge regionale in questione ha trovato una prima applicazione, ma che comunque la configurazione di tutte le 22 Comunità Montane del Lazio è rimasta invariata. Dalla lettura della nota della Regione si evince che l’iter di riordino delle Comunità Montane non si è mai concluso e nessuna responsabilità amministrativa può essere addossata al Comune di Arce il quale, ovviamente, non poteva prevedere l’inerzia degli uffici Regionali. Il nostro comune pertanto, pur avendo legittimamente optato per l’uscita dalla Comunità Montana, ne continua a far parte integrante. Ad oggi, infatti, da parte della Regione Lazio non vi è stata la definitiva attuazione della disciplina di riordino degli enti montani e alcun atto di recepimento è stato fatto a seguito delle delibere di uscita dei vari Comuni. A questo punto – continua l’assessore – riteniamo che sia politicamente opportuno, anche alla luce delle richieste economiche avanzate dalla Comunità Montana, riaffermare la rappresentanza politica dell’amministrazione comunale. In quella sede – ha concluso Marco Marzilli – faremo valere le nostre proposte e le nostre richieste, nell’interesse del territorio e della cittadinanza tutta».

ARCE – Un conto salato per il «delirio di onnipotenza dell’amministrazione Simonelli».
E’ quello che, secondo il consigliere di minoranza Marcello Marzilli, pagherà in termini politici, amministrativi ed economici il comune di Arce.
«La nota della Regione Lazio sulla vicenda dell’appartenenza alla XV Comunità Montana “Valle del Liri” – ha affermato l’ex assessore – nei fatti ha “cassato” la delibera del consiglio comunale di Arce. In quell’occasione – ha aggiunto Marcello Marzilli – spiegai bene a tutti i componenti della maggioranza che l’uscita dall’ente montano era improponibile ed inutile e che alla fine si sarebbe rilevata solo dannosa per gli arcesi. Purtroppo – prosegue Marzilli – con l’arroganza che contraddistingue la loro azione, votarono compatti quella delibera senza neanche ascoltare il mio invito a “governare” la fase transitoria. Ebbene, ora bisogna “pagare” i danni. Il comune infatti – sottolinea il capogruppo di “Arce nel Cuore” – dovrà sborsare le quote associative arretrate e dovrà portare il peso di una azione sconsiderata. Se il nostro comune sarà costretto a pagare un solo centesimo di interessi, farò esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti. E’ tempo che tutti gli “yes man” di questa amministrazione comincino a portare il peso di scelte assunte dal “direttorio” e fatte approvare in modo “bulgaro” agli altri consiglieri. Senza contare poi l’incalcolabile danno politico e amministrativo che è derivato al paese dalla mancata nomina dei rappresentanti del comune, né di maggioranza né di minoranza, in seno alla assemblea comunitaria. Fatto questa di gravità assoluta anche perché così facendo la minoranza consiliare non ha potuto svolgere le funzioni che la legge le attribuisce. Ora – conclude Marzilli – si convochi immediatamente un consiglio e si nominino i nostri rappresentanti».

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