E’ morto l’ex sindaco Michele Santopadre – I funerali si sono tenuti domenica scorsa

ARCE – E’ morto Michele Santopadre, ex sindaco di Arce e tra i maggiori esponenti politici che il paese ha avuto dal dopoguerra. Qualcuno ha detto che se n’è andato in punta di piedi. E probabilmente è stato così, come avviene per molti che hanno dedicato la propria esistenza a cercare di dare risposte per la collettività attraverso l’amministrazione e la politica di un paese. Michele Santopadre è; probabilmente, un nome che alle nuove generazioni dirà poco o nulla. Ma per chi, con qualche anno in più sulle spalle, ha avuto modo di conoscerlo o più semplicemente, per motivi diversi, si è interessato alla storia di Arce, sa bene che la sua esistenza è legata a doppio filo con le sorti del piccolo paese della media Valle del Liri. Di famiglia benestante, Michele Santopadre subito dopo la guerra si impegnò in politica. D’altra parte il nonno già aveva ricoperto l’incarico di facente funzioni di sindaco durante il primo conflitto mondiale del 15/18. Dal 1946 al 1948 è stato vicesindaco, subito dopo, dal 1948 al 1960, è stato eletto sindaco. Poi per dieci lunghi anni è stato all’opposizione per tornare ad indossare la fascia tricolore dal 1970 al 1975. E’ stato consigliere comunale interrottamente dal 1946 al 1990. Ha ricoperto incarichi di grande prestigio quali quello di segretario provinciale della Democrazia Cristiana; presidente per molti anni dell’Istituto Autonomo Case Popolari (oggi Ater), presidente dell’Ente Fiuggi, presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo, assessore alla Comunità Montana di Arce, al Consorzio degli Aurunci. Ha ricoperto molti altri incarichi a livello provinciale e nazionale in seno alla Dc. In provincia era conosciuto come proconsole di Giulio Andreotti e della corrente che sfociò nella difesa politica dei colleghi nord e su della provincia e la conseguente elezione dei senatori Senese e Lisi. In materia di opere pubbliche a lui e alle sue amministrazioni sono ascrivibili le maggiori realizzazioni di cui ancora oggi il paese beneficia. A cominciare dai plessi scolastici, sia di Arce Capoluogo che delle cosiddette scuole rurali dislocate nelle diverse contrade. Fu tra i principali artefici dell’acquedotto degli Aurunci, opera che permise di far arrivare l’acqua potabile nelle abitazioni, cosi come si interessò dopo la guerra di far espandere la linea elettrica nella vasta campagna arcese. Sempre a lui sono riconducibili le opere di ricostruzione dei principali ponti e del miglioramento della viabilità con la realizzazione delle strade provinciali per Tramonti, Arce-Strangolagalli e quella che collega Arce a Roccadarce. Nel centro del paese ha realizzato il mercato coperto e l’allargamento del belvedere di corso Umberto I, il completamento del campanile della chiesa parrocchiale, l’elevazione di due piani dell’attuale casa comunale assieme a tanti altri interventi. Esponente politico chiave anche per gli anni di industrializzazione con l’insediamento dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano. I funerali di Santopadre, che si è spento a 93 anni presso l’ospedale di Frosinone, si sono tenuti domenica pomeriggio. Al margine del rito funebre, ha ricordato la figura dell’ex sindaco di Arce il consigliere comunale Luigi Germani (anche lui sindaco del paese per lunghi anni) che può essere considerato l’erede politico di Michele Santopadre a cui, nel 1977, deve la sua elezione a primo cittadino ad appena 27 anni. Il feretro, prima della tumulazione nel cimitero di Arce, è passato nei pressi dell’ingresso del palazzo municipale dove ha sostato per alcuni minuti con la fascia tricolore dell’ente. Negli ultimi anni di vita, Michele Santopadre ha affidato parte della sua biografia a Giuseppe Antonio Violetta, giovane ricercatore e storico locale, che presto pubblicherà un volume in memoria del compianto sindaco.

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