‘Ex Sigicar, quali rischi?’ – Per conoscere l’entità del danno ambientale e le ripercussioni sui cittadini

ARCE – Un indagine sulla qualità ambientale dei cittadini della frazione d’Isoletta.
Il sindaco e l’assessore all’Ambiente hanno inviato nei giorni scorsi una missiva nella quale chiedono di conoscere la situazione attorno all’ex cartiera Sigicar, gli eventuali rischi a cui potrebbero essere sottoposti gli abitanti della zona e quale siano le lavorazioni e gli stoccaggi che vengono mantenuti all’interno del sito produttivo. La lettera è stata inviata alla Procuratore della Repubblica di Cassino, all’Asl di Frosinone, all’Arpa, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza, questa ultima nei mesi scorsi ha effettuato un sequestro di più di un milione e 100 mila litri di olio combustibile denso, sostanza che può portare un elevato inquinamento con forti pericoli per la salute e per l’ambiente.
«Con la lettera – ha detto l’assessore Colantonio – si vuole andare oltre e non fermarsi al mero atto giudiziario. Vogliamo in pratica che gli organi competenti si assumano la responsabilità, indicando le conseguenze per i cittadini del circondario in termini di danno ambientale e di ripercussioni sulla salute. Non ci interessa il torto o la ragione o le responsabilità, in questa fase, ma le conseguenze per i cittadini. Da quel momento potremo avviare tutti gli atti di competenza dell’Amministrazione. Non ho problemi a riconoscere – ha aggiunto – che tale atto è stato sollecitato da un cittadino di Isoletta. Assieme al Sindaco ho deciso di raccoglierlo, al fine di non lasciare nulla di intentato».
Critico dall’opposizione Marcello Marzilli che, pur apprezzando l’iniziativa, la ritiene, così impostata, possa risultare o propagandistica o allarmistica.
«Il sindaco – afferma l’ex assessore – è autorità sanitaria locale e, per questo, può ordinare all’Arpa e alla Asl di eseguire accertamenti sull’aria, sull’acqua e sul terreno onde verificare il grado di inquinamento e i potenziali rischi per la salute delle persone. Questo può e deve essere fatto. Orbene, l’esposto sottoscritto da Vincenzo Colantonio e dal sindaco rischia solo di far aprire un nuovo “fascicolo” senza arrivare al dunque. C’è – ha concluso Marzilli – un evidente “sottodimensionamento” del problema che non è di poco conto se è vero, come è vero, che questa vicenda va avanti da più di un decennio».

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