‘Fermate i lavori sul traliccio di Monte Favone’ – La richiesta dei consiglieri di minoranza e dei cittadini che hanno raccolto le firme

Ripetitore Rai, Mediaset e altri impianti di telecomunicazione che andrebbero, invece, delocalizzati. E, come se non fosse sufficiente, ecco che due anni fa è stato “licenziato” un nuovo permesso a costruire, concesso dal Comune a un privato e relativo alla “demolizione e ricostruzione di un traliccio in acciaio per telecomunicazioni con costruzione adiacente di un locale tecnico interrato in cemento armato”. Secondo quanto riferito dai consiglieri di opposizione (Tonino Di Ruzza Di Ruzza, Stefano Sera e Marco Zagaroli, che insieme ai cittadini hanno avviato una raccolta di firme per chiedere l’immediata sospensione dei lavori), il nuovo traliccio avrebbe dimensioni almeno tre volte superiori a quello precedente. Senza considerare che, oltre alla costruzione in cemento armato di 120 metri cubi di volume, nella zona sono stati abbattuti molti alberi. Preoccupazione per l’ambiente, dunque, ma anche per la salute dei residenti di Santopadre, considerato che sono stati sollevati forti dubbi sulla regolarità dell’impianto in una zona con vincoli paesaggistici e idrogeologici. L’opera, lamentano fuori e dentro il Comune, ha un forte impatto elettromagnetico sulla popolazione e lo stesso consiglio comunale aveva precedentemente deliberato che non sarebbero più stati permesse le costruzioni di impianti di delocalizzazione ma, addirittura, che dovevano essere spostati quelli presenti. Alcuni giorni fa, però, i consiglieri di minoranza, insieme a diversi cittadini, hanno accertato la ripresa dei lavori sul traliccio. Per questo motivo hanno scritto a sindaco, carabinieri e guardia forestale, prefettura e regione Lazio per chiedere lo stop dell’opera, con il ripristino del bosco e la messa a dimora di nuovi alberi, oltre alle verifiche necessarie per fare chiarezza in merito, anche in ordine a possibili ed eventuali inadempienze e responsabilità.

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