Festa della Ballarella – Un evento giunto alla seconda edizione

Si è svolta sabato 17 maggio, ad Arce in Corso Umberto I, nei locali dell’ex Mercato Coperto,  la seconda edizione della Festa della Ballarella organizzata dall’Associazione “Piccolo Laboratorio Popolare”.
Come lo scorso anno l’evento è stato diviso in tre parti: un convegno, la presentazione di un libro e un concerto.
Il convegno, dal titolo “La ballarella e la musica del mondo”, ha avuto come tema cardine la contaminazione dei ritmi tradizionali con strumenti e sonorità più moderne. A relazionare su questo argomento il Prof. Giovanni De Vita dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, docente di Discipline demoetnoantropologiche, il noto musicista Giuliano Gabriele, il musicologo e scrittore trevigiano Andrea Gorgi Zuin nonché il Presidente dell’associazione Piccolo Laboratorio Popolare Carlo De Marco.
Al termine del convegno Andrea Gorgi Zuin ha presentato il suo primo libro, “La musica nel sangue”, frutto di otto mesi di viaggio in Sud America alla scoperta delle popolazioni attraverso le loro radici musicali. Più che una canonica presentazione di un testo, quello di Zuin è stato un vero e proprio spettacolo fatto di musica e immagini attraverso le quali il viaggiatore Zu, come ama farsi chiamare Zuin, accompagna lo spettatore-lettore alla scoperta di mondi, musiche e tradizioni di altre terre.
La serata è stata aperta da una breve esibizione del Piccolo Laboratorio Popolare, in collaborazione con gli amici Bifolk di Veroli, che ha presentato alcune ballarelle scritte, musicate e arrangiate dai componenti del gruppo. I ritmi sono quelli tradizionali ma le storie narrate nei testi, pur sembrando lontane nel tempo, sono spesso ispirate all’attualità.
Si è infine esibito Giuliano Gabriele in trio con Lucia Cremonesi ed Eduardo Vessella presentando concretamente il significato della contaminazione dei ritmi tradizionali. Da tempo, infatti, il nostro musicista ha iniziato un percorso musicale che lo ha condotto sulla via della “world music”, ovvero una linea compositiva che mescola le radici della terra in cui è cresciuto con altri generi, altri strumenti, altre sonorità.
Insomma la pioggia non ha fermato il Plp e seppur dovendo improvvisare e riarrangiare i luoghi e gli spazi l’organizzazione della festa è riuscita, i presenti si sono divertiti e i temerari hanno sfidato le intemperie cenando allo stand gastronomico.

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