Fraioli tende la mano – Per salvare il ‘Murata’ con soluzioni condivise

ARCE – «Non ho mai fatto promesse, ma sono tutt’ora pronta a fare il possibile per il Murata Street Sound».
Brigida Fraioli non ci sta a finire sotto accusa per la mancata organizzazione del festival di Borgo Murata.
L’assessore alla Cultura, in una lunga nota affidata a un social network, spiega la sua verità dei fatti e di come il suo settore sia stato sottoposto, a pieni livelli, a tagli in favore di servizi essenziali.
«Ogni anno – scrive la Fraioli in un passaggio della sua nota – alla Cultura spetta sempre meno, è considerata uno spreco. Nell’economia del nostro comune, però, posso assicurare che non è considerata tale, ma la ricostruzione dell’impianto amministrativo e tecnico hanno avuto un costo oneroso e per tali ragioni i tagli sono stati fatti sul budget a disposizione di ogni assessore. In più ricordo che a inizio 2011 l’amministrazione ha erogato un contributo di 14mila euro per la realizzazione della trentesima edizione della Passione Vivente. In quell’occasione affermai che avrei accettato ogni conseguenza, ovvero che avrei sostenuto anche il peso di restare con pochi euro per l’intera estate, facendo fronte come potevo alle esigenze ricreative del paese, che però non avrebbe rinunciato a quella rappresentazione che da tanto tempo coinvolge centinaia di persone di Arce e che attira turisti da ogni dove. Il bilancio 2011 è stato approvato pochi giorni fa e fino all’ultimo c’è stata la concreta speranza di poter racimolare qualcosa in più per il ramo che mi è stato affidato. Questo non è avvenuto e neanche l’intenzione di fornire alle associazioni agevolazioni quali il palco e parte delle spese per la Siae non si è potuta concretizzare. Ora – ha concluso Fraioli – chiedo agli organizzatori del Murata, che cosa si può fare? Se davvero si ha la volontà di portare a casa anche questa edizione si deve parlare e ragionare, accantonando l’idea di essere perseguitati o volutamente messi da parte».

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