Guerra ai rifiuti di Roma – L’accusa: continuano a mortificare i cittadini della nostra provincia

ARCE – Il paese dice no ai rifiuti della Capitale.
Si è tenuta domenica pomeriggio nei locali della sala lettura dell’ex mercato coperto l’assemblea pubblica voluta dall’assessore all’Ambiente Vincenzo Colantonio. Durante l’incontro, a cui hanno partecipato numerosi cittadini, è stata discussa la questione legata allo smaltimento dei rifiuti di Roma negli stabilimenti del frusinate e soprattutto in quello di Colfelice.
«Il trasferimento dei rifiuti di Roma nell’impianto di Colfelice – ha detto Vincenzo Colantonio – è l’ennesima indecente mortificazione perpetuata nei confronti degli abitanti della nostra provincia. Dopo la chiusura degli ospedali a vantaggio delle cliniche romane ora ci portano anche l’immondizia di Roma. Questo atto chiude un percorso iniziato con l’approvazione del piano rifiuti della Regione Lazio che già prevedeva la costruzione degli impianti per servire Roma nel frusinate, a Paliano. Per fare questo erano stati addirittura ridisegnati gli ambiti inserendo Paliano e Anagni in quello di Roma e Minturno e Gaeta in quello di Frosinone. E’ uno schifo che gli eletti tra le fila della maggioranza Polverini della nostra provincia non abbiano fatto nulla per impedirlo; addirittura non hanno partecipato a quello sciagurato voto, come se fosse una cosa che non gli interessava. Il Tar ha per fortuna annullato quel piano, ulteriore dimostrazione di quanto fosse irricevibile». «Oggi – ha aggiunto – stiamo, tutte insieme le amministrazioni della provincia, difendendo il nostro territorio. Il no ai rifiuti di Roma è secco e perentorio e non ammette nessuna possibilità di trattativa: nemmeno un sacchetto di quei rifiuti vogliamo che arrivi sul nostro territorio. Per questo chiediamo un impegno a chi ci rappresenta soprattutto in Regione».
«Dobbiamo batterci con tutte le nostre forze – ha detto il sindaco Roberto Simonelli – contro questo scempio. Oltre che per un fatto etico anche per tutelare la salute dei cittadini. E’ ormai noto a tutti che nelle aree prossime a questi impianti l’incidenza di patologie, anche gravi, è molto più alta. Il raddoppio della quantità sarà devastante. Allora diciamo no ai rifiuti di Roma e pensiamo che vada incentivata la raccolta differenziata come facciamo noi ad Arce e come stanno facendo altri comuni del circondario. Solo in questo modo può essere ridimensionato l’impatto degli impianti di Colfelice e di Roccasecca».
«Una volta tanto – ha detto nel suo intervento il consigliere di minoranza Gianni Nardone – maggioranza e opposizione si trovano su una posizione comune. Sarebbe opportuno considerare anche azioni quali l’interdizione al passaggio dei mezzi e l’eventualità, anche per il nostro comune, di un ricorso al Tar contro il provvedimento».

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