I riti della settimana Santa. Canti di devozione popolare – Saranno eseguiti dagli zampognari Arcesi dalle 17 e 30

I riti della Settimana santa sono celebrati in tutta Italia con profonda partecipazione per la comunità dei fedeli, dalla domenica delle palme all’ultima cena, dal Venerdì di passione al giubilo della Resurrezione di Pasqua.
Accanto alla liturgia ufficiale si affiancano manifestazioni di pietà popolare veicolate da canti, poemi e raffigurazioni sceniche della Passione di Gesù. In queste circostanze il valore simbolico della devozione a carattere popolare evidenzia una più profonda stratificazione storico-sociale.
La Chiesa, d’altro canto, tollera queste manifestazioni nei limiti di una paraliturgia che rinnova il sentimento religioso e l’appartenenza dei partecipanti alla comunità dei cristiani.
Numerose sono le manifestazioni devozionali cui è possibile assistere in ogni borgo della nostra penisola durante la Settimana santa. In molti casi la gestione della ritualità è affidata alle Confraternite, organismi associativi di nuova fondazione e non, se non direttamente connessi con la nascita del fenomeno fin dalle sue origini, a partire cioè dal Basso Medioevo.
Il gruppo de gli Zampognari Arcesi, da qualche tempo ha ripreso nel suo più genuino significato sia canoro che gestuale i canti legati alla tradizione popolare e religiosa del nostro territorio e quest’anno vuol riproporre “il canto della Passione”.
Questo nostro progetto vuole dare nuova vitalità e sensibilità, soprattutto nei giovani, per valorizzare la memoria orale delle tradizioni musicali dei canti religiosi, e tra questi appunto la Passione, il nostro gruppo con forza rivendica un ruolo di conservazione e rilancio della musica popolare-religiosa.
I Canti di Passione
La poesia popolare raggiunge una delle più alte espressioni nelle vicende che narrano la vita e la morte di Cristo.
In questi canti si contemplano gli ultimi istanti, della vita di Gesù. Solo di fronte alla morte, solo nella condizione umana, con la propria responsabilità e tragica consapevolezza che l’essenza umana contempla la morte.
Nel nostro territorio, purtroppo, il Canto di Passione non ha resistito al tempo e alle mode.
La Passione può sicuramente essere considerata una delle forme più antiche di teatro popolare e espressione più genuina delle Sacre rappresentazioni che nel XII secolo erano presenti in tutta Italia.
La rappresentazione della Passione avveniva nella piazza o nei crocicchi dei paesi su dei palcoscenici che avevano come scene rami fronzuti e che di solito avveniva in un periodo dell’anno che andava dal carnevale alla settimana delle Palme.
Veniva in genere eseguita da due cantori, un organettista o due zampognari accompagnati da un portatore di palma si presentavano e a turno, una strofa a testa, cantavano e mimavano la Passione di Gesù.
Il ramo di palma (un pezzo di ulivo) era adornato con nastrini e fiori. Essendo la Passione un rito di passaggio e cadendo anche in un momento assolutamente particolare della vita cioè il passaggio dall’inverno alla primavera, che simboleggia la vita e la morte, questo canto si inserisce nei riti di passaggio propiziatori di benessere.
Il contenuto della Passione narra della vita e delle pene che patisce Cristo e del dolore straziante di una madre che si aggira dolente in cerca del frutto della vita: il figlio. La Passione rappresenta la pietas popolare e la modalità più complessa e articolata attraverso la quale il popolo esprime il suo misticismo e la necessità di comunicare con la divinità.
La Passione è una delle poche rappresentazioni sonore e gestuali, in passato, ma in qualche caso ancora oggi, i cantori caratterizzano il canto della Passione attraverso la propria personale interpretazione sia gestuale che mimica.
Il Gruppo de gli Zampognari Arcesi quest’anno ripropone queste canzoni antiche nella Chiesa dei SS AA Pietro e Paolo di Arce in un concerto che si terrà il 29 marzo (Domenica delle Palme) alle ore 17,30.



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