Il Dna scagiona gli indagati – Chiesti altri sei mesi per ottenere i riscontri sulle analisi dattiloscopiche

ARCE – Consegnati ieri in Procura i risultati della perizia dei Ris sulle prove genetiche per il delitto Mollicone. Le analisi genetiche scagionano i sei indagati. Chiesta una proroga di 60 giorni per le analisi dattiloscopiche.
Ora si attende la risposta del Gip su quella che solo una settimana fa è stata presentata dal procuratore capo Mario Mercone per la continuazione dell’attività inquirente per ulteriori sei mesi. Si procede a ritmi serrati per dare un nome alla mano assassina di Serena, proprio ora che i dati oggettivi, quelli cristallizzati nelle perizie meticolose dei Ris, hanno di fatto allontanato ogni sospetto dai sei indagati per il giallo di Arce. I risultati sulle prove del Dna contenuti nelle cento pagine della dettagliata relazione, come confermato ieri mattina dal titolare dell’indagine, il procuratore Mario Mercone, “scagionano” di fatto (ma ancora non formalmente) i sei indagati.
Con quelle eccellenti prove trovate sugli abiti della studentessa di Arce uccisa undici anni fa, con quei due profili contenenti Dna misto con “almeno un contributo maschile”, come aveva riferito il professor Novelli (perito del Gip) non vi è dunque alcuna correlazione con il cerchio degli indagati ridisegnato nell’ambito dell’incidente probatorio. Atteso ora il completamento delle analisi dattiloscopiche per le quali è stata chiesta ieri una proroga di 60 giorni: cinquantaquattro le impronte rilevate sempre in fase di accertamento, di cui solo venti utilizzabili. Di queste, 19 trovate sui quaderni e libri di Serena ed una, quella ‘regina’, sullo scotch. Mai vista prima. Fondamentale il risultato di questa ennesima comparazione, in fase di completamento. Ma da indiscrezioni trapelate a margine dell’incontro avvenuto ieri tra il procuratore Mercone, il giudice Siravo, il capitano e i due marescialli dei Ris di Roma, le figure dei sei indagati per il delitto di Serena sembrerebbero essere uscite di scena.
«Le risultanze sin’ora acquisite sugli esami effettuati ne hanno dimostrato l’estraneità» ha spiegato il Pm Mercone. Nessuna risposta chiave, poi, dall’analisi botanica, almeno per il momento.
«L’analisi sui licheni non è decisiva – ha commentato il dottor Mario Mercone – ci sono ancora dei dati da comparare. L’indagine, in attesa della risposta del Gip sulla proroga, va avanti».
Secondo l’analisi del procuratore, l’attività di accertamento è più viva che mai: i riscontri papillari così come altre verifiche saranno indubbiamente estesi ad altri soggetti. Al momento, però, sul numero e sull’identità delle persone da sottoporre a comparazione con le prove acquisite vige il più stretto riserbo.

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