‘Il nido è un servizio a richiesta’ – Dopo le polemiche sulla retta eccessivamente alta parla l’assessore Germani. ‘La quota per frequentare è determinata dai costi elevati di gestione, di questi l’80% è assorbito dal personale’

ARCE – Sulla questione della retta dell’asilo nido parla il vicesindaco, nonché assessore alle politiche sociali, Gianfranco Germani replicando alle accuse che giungono dall’opposizione consiliare.
Assessore, la minoranza consiliare accusa l’Amministrazione comunale di aver deliberato rette molto costose, come replica?
«La retta per frequentare l’asilo nido comunale è determinata dai costi elevati di gestione del servizio. Da studi fatti da diverse società specializzate nel settore è emerso che il costo presunto della struttura (21 bambini) è di circa 130 mila euro all’anno. Di questi più dell’80% sono assorbiti dal numero del personale specializzato che necessariamente deve essere impiegato al nido in rispetto della normativa regionale vigente».
Ce li spieghi meglio.
«Ci sono dei rapporti bambino-educatore, bambino-addetti ai servizi generali che non possono essere disattesi altrimenti si violenterebbe la normativa di riferimento. Per non parlare della struttura che è altamente innovativa e dotata di arredi di ultima generazione, con mensa interna che utilizza prodotti di altissima qualità alimentare».
Tra le varie critiche arrivate in questi giorni si fa riferimento anche alla tariffa unica, senza prevedere agevolazioni. Perché questa scelta?
«Voglio ricordare che il servizio asilo nido è un servizio a domanda che per definizione e fine giuridico non prevede la gratuità dello stesso e, tra l’altro, può anche non essere presente in un Comune. E’ stata stabilita una retta unica per il semplice motivo che rette differenziate in base al reddito avrebbero determinato un contributo altissimo da parte del Comune (dai 40 ai 60 mila euro all’anno) che , ad oggi, non ci possiamo permettere e tantomeno per questo tipo di servizio. I sacrifici chiesti all’intera cittadinanza non possono aumentare per questi motivi. Anche noi avremmo voluto rette più basse ma il rispetto del bilancio e quindi dei conti, che incidono sulla vita dei cittadini e sui servizi, impongono all’Amministrazione scelte di questo genere».
Capitolo diversamente abili. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale c’è stata una forte discussione a riguardo. Qual è la sua posizione e quella dell’Amministrazione.
«Le polemiche nate sui bambini diversamente abili sono evidenti e maldestri tentativi di strumentalizzazione politica. Non c’è niente di sconcertante se genitori di bambini diversamente abili che lavorano pagano la retta come altri anche perché sono poi avvantaggiati in diversi altri modi: punteggi maggiori per entrare al nido, ulteriore assistenza specialistica al nido oltre quella già presente (pagata dal Comune), attrezzature e supporti ortopedici al nido (pagati dal Comune)».
A chi vi accusa di aver tagliato fuori una fetta di popolazione dalla fruizione dell’asilo nido, cosa risponde?
«Voglio ribadire un concetto che deve esse chiaro: il nido è un servizio che va ad aiutare quelle famiglie con genitori che lavorano. Non può essere inteso come un servizio di assistenza a famiglie in difficoltà. Per questo ci sono altri tipi di servizi già attivi nel nostro Comune».
Questa dunque, la posizione dell’Amministrazione comunale, che ancora una volta difende la propria scelta con forza respingendo al mittente tutti i tentativi di strumentalizzazione e di demagogia della vicenda.

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