‘Imu e Tasi, aliquote al massimo’ – Antonello Quaglieri punta il dito contro l’Amministrazione

«Ancora una volta i cittadini di Rocca d’Arce sono considerati il vero bancomat delle varie amministrazioni Pantanella». Questo in estrema sintesi il pensiero di Antonello Quaglieri, capogruppo di minoranza, dopo l’ultimo consiglio comunale nel corso del quale sono state approvate le aliquote Tasi e Imu.
Continua il braccio di ferro, dunque, tra maggioranza e opposizione. Nuovo capitolo: questa volta Quaglieri punta il dito sulle tasse comunali.
«L’Amministrazione pur avendo la possibilità di applicare delle aliquote ragionevoli, ha deciso la solita strada del maggiore introito possibile da tale tributo, alzando al massimo la Tasi, che grava anche sulla prima casa e sui terreni edificabili – evidenzia Antonello Quaglieri anche a nome dei consiglieri Mario Lancia e Daniele Simone -. Difatti come recita la relativa normativa l’aliquota di base Tasi è pari all’1 per mille che il comune può azzerare e l’aliquota massima è del 2.50 per mille».
«Il comune con propria deliberazione del consiglio comunale può determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo ai base al quale la somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita della legge per l’Imu al 31.12.2013 (10,60 per mille) ed altri minori aliquote in relazione alle diverse tipologie di immobili. Abbiamo rilevato nella proposta in esame che l’aliquota Tasi è stata posta la massimo 2,50 per mille, che conseguentemente l’aliquota ordinaria IMU è stata posta all’8,10 per mille rispetto all’8,90 per mille del 2013 per rispettare il vincolo descritto (8,10 + 2,50 = 10,60 per mille). Che l’aliquota TASI al 2,50 per mille, prospettata al massimo, colpisce anche le abitazioni principali e i terreni edificabili inseriti nel Piano Regolatore solo adottato con un effetto molto pesante, che non è stata presa in considerazione la nostra proposta di adottare aliquote differenziate (ridotte rispetto alle aliquote ordinarie) per i terreni edificabili anzi citati che le aliquote così come proposte incidono sensibilmente sulle abitazioni principali e sui terreni edificabili nonché sui fabbricati tenuti a disposizione (abitazioni non lussuose ricevute spesso in eredità)».
«Il nostro voto è assolutamente contrario e pur avendo più volte offerto il nostro contributo propositivo su queste tematiche ed altre (mai demagogico ma logico) ci troviamo a prendere atto della assoluta volontà di proseguire nel percorso solitario dell’aumento incessante delle tasse comunali come strumento risolutivo della difficile situazione finanziaria dell’ente».
Al termine della sua analisi Quaglieri pone un interrogativo: «prima di aumentare le tasse ai cittadini non sarebbe il caso di capire come può diminuire la spesa?».
Ai posteri l’ardua sentenza!
 

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