In catene per lavoro e disservizi – In serata il sindaco Simonelli ha dovuto emanare un’ordinanza di sgombero

ARCE – In tre si incatenano per protesta nell’aula consiliare.
Rientro dalle ferie difficile per gli amministratori locali.
Il graduale ritorno alla normalità ripropone gli annosi problemi legati alla mancanza di lavoro e di risorse. Ieri mattina Nunzio Cammariere, 51 anni, ha deciso di ricorrere al gesto estremo di incatenarsi nella sala consiliare del municipio per rivendicare il suo diritto ad avere un posto di lavoro.
«Ho quattro figli – ci dice – e le ho provate tutte! Non so più come mandare avanti la famiglia ora che non ricevo nemmeno l’assegno di mobilità. Tutto – ci ha spiegato – è iniziato con un problema di salute che mi ha portato a stare quasi cinque anni fermo e ancora oggi mi crea diversi problemi».
Nunzio, infatti, è stato operaio per tanti anni nel campo dell’edilizia ed ora quei problemi alla spalla lo tengono lontano da uno dei pochi lavori che è capace di fare.
«Sono disposto a fare di tutto – ha ripreso – ma fatemi lavorare. In questi giorni ho dovuto comprare i libri per la scuola e ormai nessuno vuole più aiutarmi, non so più a chi rivolgermi».
Alla protesta di Cammariere si è aggiunta quella di alcuni cittadini residenti in località Campostefano, in via Carlesimo. Anche qui un disagio che parte da lontano, affrontato e tamponato mille volte, ma mai risolto.
«La strada in cui abitiamo – ci dice uno di loro – non ci consente di vivere in maniera normale e dignitosa. Sono anni che aspettiamo interventi risolutivi dal Comune, ma ora siamo davvero esasperati».
«Mia moglie – ci dice un altro cittadino della zona – soffre di allergia ed asma ed è sottoposta a terapie di cortisone. Tutta la polvere che respira giornalmente sta aggravando il suo stato di salute. Nonostante le finestre chiuse e i vari tentativi messi in atto per fermare la polvere bianca, le nostre camere da letto sono invivibili. Non andremo via di qui – ha concluso l’uomo – fino a quando il problema non sarà risolto».
Su questa strada, c’è da dire, ci sarebbe un problema legato alla proprietà. La via, seppur di uso pubblico, sarebbe privata rendendo complicato, se non impossibile, l’intervento diretto dell’amministrazione comunale. La passata amministrazione aveva avviato le procedure per acquistarla al patrimonio del comune, ma, a quanto pare, l’iter, per diversi motivi ancora ignoti, non sarebbe andato in porto.
Intanto nel tardo pomeriggio di ieri il sindaco ha emanato un’ordinanza di sgombero per Cammariere che alle 19 di ieri era ancora nella sala consiliare. Gli altri due cittadini, invece, dopo aver ricevuto rassicurazioni, hanno lasciato il palazzo.

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