Inchiesta giudiziaria sull’Ossario, un mese di tempo per le verità – Si vorrebbe creare un vero e proprio censimento del sepolcreto

Proseguono le indagini sull’ossario del cimitero, la Procura nomina un ausiliario di Polizia Giudiziaria. Un mese di tempo per raccapezzare quanto è accaduto nel camposanto di Arce. Sarebbe questo, per ora, il tempo affidato alla figura prevista dall’articolo 348 del codice di procedura penale. Un incarico per il quale sarebbe stato cooptato, a quanto pare, un dipendente del comune perché ritenuto in possesso di specifiche competenze tecniche utili ai fini dell’indagini che si stanno svolgendo. La situazione generale, infatti, appare assai confusa anche dal lato amministrativo, dove bisogna tenere conto che si sono susseguite gestioni frammentarie che arrivano ad abbracciare uno spazio temporale molto ampio, che supera il secolo, unitamente a tutta una serie di norme e competenze che si sono evolute nel giro di qualche decennio. Pare che gli inquirenti siano decisi ad andare fino in fondo alla vicenda. Ed è per questo che si vorrebbe creare un vero e proprio censimento del sepolcreto. Un lavoro immane che probabilmente richiederà molto più tempo di un mese e, soprattutto, più persone. Fatto questo, poi, bisognerà incrociare i dati con gli atti di polizia mortuaria disposti in questi ultimi anni, fino ad arrivare all’epoca in cui presumibilmente risalgono le bare ritrovate nell’ossario posto sotto sequestro. C’è da considerare anche che alcune specifiche competenze sono passate dalle Asl ai comuni e quindi bisognerà anche lì ricostruire le eventuali esumazioni autorizzate. L’attenzione degli inquirenti, comunque, si porrebbe sull’esistenza o meno di una sorta di mercato di compravendita di loculi e cappelle tra privati e, addirittura, che questo fosse gestito da una specie di organizzazione che potrebbe vedere coinvolte più persone con ruoli diversi. La concessione dei loculi cimiteriali, delle cappelle o lotti di terreno, ha infatti in oggetto il diritto d’uso su un bene demaniale per cui il titolare della concessione cimiteriale non acquisisce il diritto di proprietà né sui loculi, né sulle cappelle, né sui lotti di terreno. Il regolamento comunale dovrebbe anche prevedere l’espresso divieto di concessione del diritto di uso tra privati sia per la vendita che per donazione. Ogni concessione che viene a cessare per qualsiasi titolo, infatti, dovrebbe rientrare nella piena disponibilità del comune evitando che il tutto possa diventare oggetto di lucro, o peggio, di speculazione. Se è vero che la legge non ammette ignoranza, bisognerebbe anche riconoscere però che le informazioni fornite ai cittadini in tal senso sono molto poche. E, guarda caso, proprio sulla vendita anticipata delle concessioni molti amministrazioni finanziano la realizzazione dei cimiteri e non solo.

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