La magia del ‘Concerto Sotto Le Stelle’ – Per il terzo anno consecutivo si è rinnovata la tradizione del Concerto

COLFELICE – Nell’accogliente cornice della piccola chiesa parrocchiale dei Santi Giuseppe e Gaetano, per gentile concessione di Padre Maurice, alla presenza di un pubblico da grande occasione, folto ed attento, i giovanissimi concertisti Alessandro Trapasso ed Enrico Coden hanno eseguito brani di J.S. Bach (padre) e di C.P.E. Bach (figlio), scelti ed offerti in una successione che, volutamente, poneva in risalto ed ha valorizzato il rapporto padre-figlio al fianco del rapporto maestro-allievo, per mostrare il frutto maturo della collaborazione generazionale sul piano musicale. L’impostazione della serata, per volontà  degli artisti, ha così posto l’accento proprio su alcuni dei principali temi ed obiettivi dell’Associazione no-profit Il Punto d’Incontro, promotrice dell’evento in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Colfelice, che sono appunto il recupero ed il trasferimento della memoria storica e culturale e la valorizzazione della collaborazione intergenerazionale.
Il primo brano della serata, la "Sonata per flauto e clavicembalo in Do maggiore, BWV 1033", fu pensata da J.S. Bach per uno scopo principalmente didattico, rivolto al figlio C.P.E. Bach, allora giovanissimo esecutore e compositore. I virtuosismi richiesti al flautista sono incorniciati da un semplice basso continuo che è stato reso, al pianoforte dal maestro Trapasso, nella maniera più morbida e meno invadente, con il duplice effetto di dare risalto alla parte del flauto, indiscusso protagonista, e di rendere più "musicale" e piacevole l’ascolto.
Il secondo brano, la "Sonata per flauto solo in La minore, H 562", dimostra come C.P.E. Bach, dopo anni di apprendistato, non dimentichi il lavoro e gli insegnamenti paterni ma, anzi, li prenda come punto di riferimento, fornendone una elaborazione ricca di originalità. Il pezzo eseguito ha infatti come modello la partita per flauto solo di J.S. Bach da cui ricava l’uso di più voci in un solo strumento, manifestando però un gusto ormai vicino al classicismo e non più al barocco, magistralmente espresso dal giovane flautista Coden.
Alla ripresa del concerto dopo una breve pausa è stata proposta la "Suite francese n. 2 in Do minore, BWV 813". Uno dei numerosissimi esempi della produzione clavicembalistica di J.S. Bach, completa sintesi di tutta l’eredità  musicale che precede il compositore. Al pianoforte, strumento che permette di dare risalto alla polifonia e alla stratificazione delle voci, e ne agevola il dialogo, il maestro Trapasso ne ha saputo regalare una versione magistrale, in piena affinità  con lo spirito del compositore. Inaspettata ed innovativa è parsa infine l’aggiunta del Minuetto II, a completamento della suite, risultato di studi recenti non ancora totalmente accettati dalla comunità musicale.
L’ultimo brano in scaletta, la "Sonata per flauto e clavicembalo in Si minore, BWV 1030", un pezzo musicale di grande importanza storica, prototipo e fondamento delle regole che definiranno, nei decenni successivi, quella che in musica viene definita la "forma sonata"; ancora una volta J.S. Bach si riconferma innovatore e padre di tutta la musica a lui successiva, fino ai giorni nostri. Al contrario del brano di apertura del concerto, in questo caso la parte del cembalo (qui affidata al pianoforte) è stata pensata come concertante, ed assume la stessa dignità della parte per flauto. I due strumenti dialogano tra loro, le voci si intrecciano, i temi si rincorrono, si alternano, spesso si raggiungono ed arrivano anche a toccarsi, in un continuo climax dall’inizio alla fine del brano. Dal primo tempo, un Andante denso di note e scambi di battute tra i due strumenti, 
si passa attraverso il secondo tempo, un sereno "Largo e Dolce" che tocca però, in alcuni passaggi, punte di grande drammaticità , per arrivare infine al terzo tempo,  un "Presto" diviso in due sezioni: la prima, in stile di fuga tra i due strumenti, molto dinamica per il dialogo tra le voci e il contrappunto impeccabile, e la seconda, con un cambio di tempo da binario a terziario, in un’esplosione trascinante di note ed alternanza tra i due strumenti, reso dagli esecutori in maniera molto energica, ma insieme sempre composta ed elegante.
Al termine del programma il pubblico, tutto in piedi, ha ringraziato plaudendo a lungo i due giovani virtuosi i quali hanno risposto concedendo il bis, un’esecuzione veramente coinvolgente de "la Siciliana, dalla sonata per flauto e clavicembalo di J.S. Bach in Mib maggiore, BWv1031", un brano molto sentito ed apprezzato in cui emergono chiare le ispirazioni musicali italiane e mediterranee. Per concludere la serata, a grandissima richiesta e per ringraziare del grande tributo d’affetto del pubblico, il maestro Alessandro Trapasso ha regalato infine una vera perla, un’esecuzione preziosa e struggente del "Notturno in Do♯ minore n. 20" di F. Chopin, opera postuma, che ha fatto vibrare il cuore degli astanti ed è suonata come una promessa per il prossimo Concerto Sotto le Stelle 2014.
La bellissima serata si chiudeva infine nella adiacente Piazza del Duca con il previsto brindisi. Sotto un magnifico e profondo cielo stellato nel quale spiccava una brillantissima mezza luna, sono volate tante bollicine accompagnate da ciambelle, tozzetti, frittelline ed altri dolci tipici della tradizione locale. L’ottima musica e il dolce convivio hanno saputo creare un forte legame e desiderio di comunicazione tra tutti i presenti che solo a tarda ora si scioglieva, non senza una punta di rammarico, in saluti ed abbracci amicali.  
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