La medaglia d’argento sul gonfalone del paese – Il prefetto Maddaloni e il sindaco Donfrancesco scopriranno la lapide commemorativa

 

COLFELICE – Il prefetto Paolino Maddaloni consegna oggi ufficialmente la medaglia al merito civile alla popolazione. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 10,25 presso il palazzo municipale.   
Il territorio di Colfelice si trovò coinvolto, per la sua ubicazione, nelle operazioni militari del conflitto mondiale 1939-1945 che si svolsero a Cassino e nel Cassinate dal novembre 1943 al maggio 1944 e, trovandosi nelle retrovie della linea Gustav e della linea Hitler, fu occupato dalle truppe dall’esercito tedesco che si opponeva all’avanzata degli Alleati verso Roma. A Colfelice, in quel periodo, si verificò l’occupazione del territorio da parte delle truppe tedesche che sottoposero la popolazione a rastrellamenti di uomini che spesso, rifiutandosi di collaborare nel lavoro di scavo delle trincee e di trasporto di armi e munizioni, furono maltrattati e trucidati. Bombardamenti, cannoneggiamenti e scoppi di mine si registrarono continuamente, con l’inevitabile distruzione di molte abitazioni e strutture produttive in numerose zone del paese e lo sfollamento di quasi tutte le famiglie del paese verso le zone montane di Santopadre, Roccadarce, Arce, Arpino. Nel frattempo le truppe tedesche non risparmiarono violenze fisiche e morali ai danni della gente: molti sono annoverati tra le vittime civili, invalidi, orfani. Il culmine, in quegli anni terribili, fu raggiunto nei mesi di marzo, aprile e maggio 1944: più fitti e continui si facevano i bombardamenti e più forte si avvertiva e si esprimeva l’anelito di libertà, così molti cittadini si organizzarono in gruppi partigiani e fornirono agli Alleati aiuti e informazioni al fine dello sfondamento della linea Gustav lungo il fronte di Cassino. All’indomani della liberazione, avvenuta il 27 maggio 1944, i cittadini di Colfelice, dimostrando una fede incrollabile nei tradizionali valori umani e cristiani dei loro antenati, ripresero con vigore e coraggio i lavori dei campi e diedero inizio al “miracolo” della ricostruzione, materiale e morale, della quale l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bernardo Donfrancesco e tutti i cittadini intendono custodire un ricordo imperituro. Una microstoria che si è intrecciata con la Storia e al suo svolgersi ha partecipato: per questo il Comune si è fatto latore, presso il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura di Frosinone, della richiesta del conferimento a questo Comune della medaglia al valor al merito civile. E qualche mese fa la bella notizia: l’argento sarà apposto sul gonfalone di Colfelice. 
La manifestazione, questa mattina, inizierà con l’ingresso dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei gonfaloni dei comuni del cassinate. Seguiranno gli onori al prefetto e l’alzabandiera, quindi la deposizione di una corona d’alloro in onore dei caduti in guerra e la benedizione della lapide commemorativa della liberazione del maggio 1944 da parte del vescovo di Sora Filippo Iannone. Il sindaco e il prefetto saluteranno i presenti prima di scoprire la lapide che reca la motivazione del conferimento della medaglia d’argento nell’atrio del municipio. Interverranno l’80esimo Rav ‘Roma’ di Cassino e la banda musicale di Arce.
 
«Bombardarono il bosco e trucidarono i civili»
Colfelice fu naturalmente coinvolto nella battaglia di Cassino. Nel bombardamento del 19 luglio 1943 nell’aeroporto di Aquino persero la vita Nicola Palermo e Mario Protano, due giovani operai del paese. Le bombe a Colfelice caddero il 15 dicembre 1943 (nella contrada Selva e a Coldragone), il 15 marzo 1944 (a Selva e Taglia), il 15 maggio 1944 (a Selva, Camponi e Taglia), il 18 maggio 1944 nella contrada Ara Murata, nella località Guardiola, nella frazione Villafelice e lungo la statale Casilina, provocando la morte di numerosi cittadini. Un clima reso bene dalla testimonianza di un giovane studente riportata nel volume “Per non dimenticare”, pubblicato dal Comune di Colfelice nel 1994: <Il 15 maggio 1944 gli Alleati bombardarono il bosco perché pensavano che tra gli alberi si erano rifugiati i soldati tedeschi. Quel giorno lo zio e il fratello di mio nonno furono uccisi. Mio nonno fu ferito alla gamba destra>. Nelle settimane e nei mesi successivi al settembre 1943, quando il fronte di guerra si spostò su Cassino e sul Cassinate, gli abitanti di Colfelice iniziarono lo sfollamento e il rifugio presso parenti e amici o conoscenti nei paesi posti sui monti circostanti (Santopadre, Roccadarce, Arce, Colle San Magno, Arpino). Molti abitanti realizzarono rifugi di fortuna nelle parti collinari del paese. Dopo le battaglie di sfondamento della linea Gustav e della linea Hitler e la battaglia presso il fiume Melfa, tra Roccasecca e Colfelice, il paese fu liberato e occupato dalle truppe alleate anglo-americane il 27 maggio 1944. In questo periodo, inoltre, fu attraversato da una strada carrozzabile provvisoria realizzata dall’esercito alleato parallelamente alla Casilina per permettere il transito dei mezzi militari, la cui realizzazione causò danni ingenti ai terreni e alle culture. 
L’amministrazione comunale ricorda gli eventi di quel periodo con manifestazioni e iniziative varie, come la pubblicazione, nel 1994, del volume “Per non dimenticare”, testimonianze sulla guerra 1940 – 45 raccolte dagli alunni della scuola elementare e della scuola media; la celebrazione del 60esimo anniversario della liberazione nel maggio 2004 in collaborazione con il comitato celebrativo della battaglia di Cassino; la collocazione di un cippo marmoreo, presso i giardini della sede comunale, a ricordo della liberazione; la collocazione di una targa in pietra a ricordo dei cittadini morti durante i bombardamenti del maggio 1944 presso le località Selva-Camponi, dove annualmente si tiene una manifestazione religiosa e civile.
 
Dai martiri ai partigiani, una popolazione in prima linea
Tra il settembre del 1943 e il maggio 1944 la popolazione di Colfelice si impegnò anche nella lotta partigiana contro l’invasore nazista. In particolare, furono costituiti due gruppi partigiani: il gruppo denominato formazione “Clemente Amati”, diretto dal Carmine De Santis, operante nel territorio Colfelice, Arce e Roccasecca e comprendente 45 “combattenti”, e la formazione partigiana ‘Donfrancesco’, agli ordini del capitano Gerardo Donfrancesco, operante nel territorio di Colfelice, Roccadarce e Santopadre. Il capitano Donfrancesco ottenne la qualifica gerarchica partigiana di gregario equiparato, ai sensi del decreto legislativo 21.8.1945 n. 518 <ai combattenti volontari della guerra di liberazione>. Della formazione facevano parte anche il medico Domenico Donfrancesco, che si rese protagonista di un’azione armata contro i militari tedeschi nel corso della quale, il 5 novembre 1943, trovarono la morte due soldati tedeschi che avevano offeso e rapinato la famiglia in località Mandrelle del Comune di Colfelice: Manfredi Donfrancesco, combattente decorato di Croce al merito di guerra; Ubaldo De Santis; il tenente Luigi Germani; Donato Panzanella e altri 15 civili del posto. Questi partigiani lavorarono per creare ostacoli alla costruzione di trincee e alla posa di segnali militari da parte dei militari tedeschi nelle località Villafelice e Fraioli, per liberare i civili catturati dai tedeschi e destinati a lavoro sul fronte di guerra di Cassino, per soccorrere gli abitanti di un gruppo di case del limitrofo comune di Santopadre dopo il bombardamento nel quale trovarono la morte due giovani donne, per fare viaggi difficoltosi e pericolosi nella piana di Aquino e in altre zone della media Valle del Liri alla ricerca di alimenti.

 

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