‘La verità sul Centro gestionale’ – Corsetti: Che fine ha fatto la sede delle Fiamme Gialle in un piano del Palazzo di vetro?

ARCE – «Sulla vicenda del Centro gestionale, il sindaco Simonelli deve dire tutta la verità».
Il presidente dell’Associazione Intercomunale “Valle del Liri” interviene così sulla sentenza del Tar del Lazio, che venerdì scorso ha confermato l’obbligo del Comune a restituire alla Regione il finanziamento indebitamente avuto sulla costruzione dell’opera di piazza Umberto I.
L’associazione, presieduta da Iliano Corsetti, è stata parte attiva nella formulazione della richiesta, e quindi anche della progettazione preliminare, del bando di concorso regionale per ottenere l’importante contributo a fondo perduto. Corsetti oggi torna a criticare la gestione dell’intera vicenda da parte del sindaco Roberto Simonelli.
«Il primo cittadino – ha dichiarato Corsetti – dovrebbe dire prima alla sua maggioranza e poi agli arcesi tutta la verità su questa brutta storia. Roberto Simonelli e qualche suo adepto – ha accusato ancora il presidente dell’Intercomunale – credevano di poter utilizzare l’opera di piazza Umberto I per mettere politicamente fuori gioco alcuni suoi possibili avversari. La manovra, peraltro maldestra, non gli è riuscita ed ora c’è il rischio concreto che queste scelte sciagurate ed ostinatamente portate avanti in tutti questi anni, si ripercuotano gravemente sul paese. Personalmente – ha spiegato Corsetti – sono testimone e con me alcuni funzionari regionali e tecnici che si sono interessati del Centro gestionale, di come la Regione abbia più volte teso la mano per far riprendere i lavori ed evitare così l’epilogo di questi giorni. Dall’altra parte, però, nonostante le sollecitazioni, non c’è stata mai la volontà di voler concretamente affrontare la questione. Si era parlato di ospitare la Guardia di Finanza in un piano del palazzo, che fine ha fatto questa ipotesi? Il mio rammarico è che il primo cittadino abbia preferito seguire delle logiche per un suo tornaconto politico piuttosto che fare il bene del paese. Questo lo ritengo un atto grave. Adesso – ha concluso il presidente – chiedo pubblicamente all’Amministrazione comunale di fare un passo indietro e di delegare l’associazione a finire l’opera».

12