«L’assessore scomodo cacciato dalla Giunta. E la storia si ripete» – Petrucci contro Simonelli

ARCE – «Il sindaco Simonelli, una brutta copia del passato! Se è in buona fede rimetta il mandato e lasci che i cittadini tornino ad esprimersi».

 

Sara Petrucci interviene sull’estromissione dalla giunta dell’assessore Calcagni, sostenendo che l’esperienza politica di “Liberamente per Arce” è politicamente fallita.

 

«Come quindici anni fa – scrive la Petrucci – l’assessore “scomodo” viene cacciato. La storia si ripete e conferma quanto abbiamo sostenuto in campagna elettorale che questo sindaco non è che la brutta copia del passato. Solo pochi mesi fa – fa notare il capogruppo del Pdl – il primo cittadino, in un consiglio comunale, confermava la sua fiducia indistintamente a tutti i suoi assessori. Improvvisamente, però, qualcosa è cambiato. Ora non si fida più di Calcagni. Ma noi non dimentichiamo le accuse pesanti così come le polemiche infuocate che hanno riguardato la storia dell’ufficio tecnico. Al sindaco di memoria corta, andrebbe ricordato che Calcagni, all’epoca della formazione delle liste, era stato individuato da un gruppo di persone quale candidato a sindaco. Successivamente arrivò l’accordo con la lista “Liberamente per Arce” che si rilevò determinante per la vittoria. Oggi il sindaco ha deciso di mortificare e tradire quel risultato e i suoi stessi elettori, senza nemmeno sentire l’esigenza di motivare. Per non parlare del silenzio imbarazzante della maggioranza su questa vicenda. E’ la riprova che, per mantenersi in sella e sostenere le posizioni assurde del sindaco, si può passare sopra alla correttezza politica e su chi ha avuto il coraggio di contestare alcune scelte. Questa amministrazione – ha spiegato ancora – non rappresenta più la maggioranza relativa del paese, si dimettessero, lasciando la possibilità ai cittadini di essere amministrati da chi può davvero interpretare il cambiamento per Arce. Infine – ha concluso Petrucci – esprimo la mia più totale solidarietà all’amico Calcagni, con il quale, da oggi, auspico l’inizio di un percorso che ci permetta di avere un paese differente».

 

 
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