Le operatrici sociali ‘depotenziate’ incassano il sostegno di Nardone – Che auspica maggiore attenzione sul caso

ARCE – Gianni Nardone scende al fianco delle quattro operatrici domiciliari. Il consigliere interviene sull’agitazione sindacale proclamata dall’Unione Sindacale di Base di Frosinone per far intervenire il Prefetto sulla vicenda del servizio di assistenza domiciliare fornito dal comune di Arce. «È necessario tutelare gli interessi della lavoratrici – ci ha detto il consigliere di minoranza – e credo che a maggior ragione sia un atto dovuto nei confronti di coloro che svolgono funzioni delicate e irrinunciabili di assistenza e integrazione sociale. Aggiungerei che queste signore, in molti casi, traggono la certezza del vivere per sé e per le proprie famiglie dagli stipendi che dovrebbero essere erogati a fronte del loro lavoro. L’integrazione economica da parte del comune – sottolinea ancora – non è, sia chiaro, un atto dovuto, ma ora a causa della riduzione delle ore di assistenza previste nel cosiddetto Sad, sarebbe un provvedimento necessario da parte dell’amministrazione comunale. Credo che la questione dei Sevizi Sociali ad Arce sia un grosso problema e che la maggioranza consiliare debba provvedere in merito. A tale proposito, nei prossimi giorni, provvederò a presentare un’apposita interrogazione a risposta scritta su questa specifica problematica e mi farò carico di sollecitare un apposito intervento finanziario in occasione dell’approvazione del bilancio. Colgo l’occasione per invitare l’assessore al ramo Domenico Sugamosto a mostrare più coraggio, facendo scelte in linea con l’importanza del settore. C’è bisogno di prevedere più risorse per i Servizi Sociali, mentre a nulla servono le difese d’ufficio che non mi hanno mai convinto. Rimango del parere – ha concluso Nardone – che l’intero settore nel nostro comune sia scaduto qualitativamente e quantitativamente».

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