L’ex presidente Fraioli: sulla Riserva Nardone ignora fatti importanti – In merito alla soppressione

ARCE – «Sulla Riserva Naturale, Nardone non conosce alcuni fatti importanti».
Parole dell’ex presidente dell’Azienda Speciale d’Isoletta, che interviene sulle dichiarazioni del consigliere di “Socialismo 2000 – Federazione della Sinistra”.
«Nardone – scrive Antonio Fraioli -  ha espresso un suo parere sulla liquidazione della Riserva,
ignora, però, alcuni fatti cogenti che sono stati già approfonditi dal sottoscritto con note inviate alle Istituzioni. La nuova normativa – continua – , stabilisce che al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione di consorzio tra comuni, non possono essere attribuite retribuzioni, gettoni e indennità o emolumenti in qualsiasi forma. Appena pubblicato questo decreto, senza attendere la conversione in legge, in qualità di Presidente della Riserva, nei primi giorni di giugno 2010, con deliberato del consiglio di amministrazione, sono state annullate tutte le indennità e gettoni con decorrenza immediata. Sulla cessazione dell’Azienda speciale, desidero ricordare al Nardone, che i consorzi sono stati soppressi e l’obbligo produce effetti in concomitanza con il primo rinnovo del Consiglio di Amministrazione successivo al 1° gennaio 2011. A tal proposito ho invitato gli Enti costituenti l’Azienda a procedere in tal senso ma, alla data odierna, non ho ricevuto alcuna risposta. Anzi, l’Amministrazione comunale di Arce, per un ricorso al Capo dello Stato, che poteva essere sottoscritto e redatto da un qualsiasi cittadino, ha “speso” ben cinquemila euro per rivedere le quote di partecipazione e procedere, quindi, alla nomina del nuovo Presidente, vista la farsesca intrusione del dicembre scorso dove, nella sede della Riserva, insieme ad altri, ha nominato presidente e consiglio di amministrazione. Poiché non ho alcuna fiducia negli Enti che fanno parte della Azienda speciale – ha aggiunto ancora Fraioli – mi attendo un intervento risolutivo da parte del Prefetto, del Ministro degli Interni e della Magistratura ai quali ho inoltrato una richiesta al fine di ristabilire la legalità in questo Consorzio dove, ostinatamente, è stato nominato un Commissario che non solo aveva la durata di tre mesi ma è anche incompatibile a tale ruolo essendo consigliere comunale di S. Giovanni Incarico.
E’ inutile – ha concluso -  attendersi risposte precise e rispettose della legge da parte del presidente della Provincia e dagli amministratori degli Enti dell’Azienda: costoro, una volta raggiunto il potere, credono che tutto gli è dovuto e di poter incidere nella vita di ogni cittadino-elettore».

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