L’uomo contro i virus – Clinica – Rubrica a cura del Dott. Antonio Santoro (Specialista in anestesia e rianimazione cardiologica)

 

Ben pochi pazienti muoiono di AIDS.

Per l’80% colpiti dall’HIV i veri killer sono la moltitudine di germi opportunisti e di alcuni tumori come ho detto prima; insomma, patologie opportunistiche manifestatesi in seguito all’azzeramento quasi totale delle difese dell’organismo e cioè per essere più precisi alla distruzione dei linfociti.

Candilosi esofagea
Carcinoma cervicale invasivo
Cmv
Encefalopatia da HIV
Tutti i virus herpetici
Linfoma di Burkit
Sarcoma di Kaposi
Toxoplasmosi cerebrale
etc.

Le attuali evidenze sono:

Subito dopo il contagio brevi sintomi aspecifici: febbre, astenia, linfoadenopatia, cefalee.
Passata questa fase, gli anni della sieropositività non comportano alcun disturbo.
La transizione tra sieroposività e malattia conclamata si può manifestare con una progressiva infiammazione dei linfonodi ed esplodere comunque con l’exitus.
Un test affidabile per l’identificazione della malattia è il dosaggio del DNA polimerasi oltre che la conta della sottopopolazione linfocitarie, poiché il linfociti CD4 sono il bersaglio privilegiato del virus.
Ovvio, che un drammatico decrescente numero di linfociti è inversamente proporzionale al progredire virulento ed inarrestabile della malattia.
La biopsia dei linfonodi è comunque un indagine diagnostica più recente ma predittiva e sicura.
Infine l’età del paziente influisce sulla prognosi: che è migliore nella fascia tra 15 e 35 anni, meno buona, mano a mano che si procede nell’età, sfavorevole nel caso del neonato.

 

Share Button