Minoranza distratta, Marcello Marzilli rompe il silenzio – ‘L’opposizione si è dissolta nel nulla e per questo serve un chiarimento visto i 1.700 voti avuti’

Minoranza alla resa dei conti. La batosta elettorale ricevuta lo scorso maggio ancora brucia nella memoria di molti.
Il gruppo di sostegno della lista “Insieme per Arce Democratica” sembra essersi dissolto nel nulla, così come l’attività politica dei quattro consiglieri eletti tra i banche dell’opposizione. In realtà il leader Roberto D’Auria già nel suo discorso d’insediamento l’aveva detto chiaramente. La sua non sarebbe stata un’opposizione contro a prescindere, ma pronta al dialogo costruttivo e alla collaborazione. Questi intenti, in realtà, si stanno traducendo in un silenzio-assenso a tutta una serie di provvedimenti che l’amministrazione Simonelli ha varato in questi sette mesi, sui quali, in molti casi, sarebbe stato opportuno far sentire almeno la pungola tura dell’opposizione. Invece nulla.

Un silenzio assordante
Paradossalmente le uniche critiche al governo cittadino provengono da chi ha sostenuto questa maggioranza ed oggi si dichiara più o meno apertamente molto critico, per non dire totalmente avverso, al secondo mandato del sindaco Roberto Simonelli. Certo è che dopo la pesante sconfitta ci sarebbe voluto del tempo per riorganizzare le forze.
Ma c’è chi, forse a ragione, inizia ad essere stanco di questa totale assenza di prospettiva e chiede un chiarimento interno. E’ il caso dell’ex consigliere comunale Marcello Marzilli, primo dei non eletti della lista di D’Auria, che nella scorsa consiliatura è stato protagonista di un’opposizione inflessibile e a dir poco agguerrita.
«Ora basta – ci ha detto – è passato molto tempo dal voto e credo sia necessario dare delle risposte ai mille e settecento elettori che ci hanno votato e a coloro che in prima persona hanno creduto in questo progetto. Serve un chiarimento – ha aggiunto Marzilli – con i consiglieri comunali di opposizione. Personalmente, quanto stanno dimostrando non è assolutamente quello che mi aspettavo da loro. Quindi credo legittimo aspettarmi di essere convocato, assieme a tutti gli amici che lo vorranno, per discutere una volta per tutte la posizione che deve tenere la minoranza consiliare».

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