Muore sotto gli occhi degli amici – Si è accasciato a terra mentre giocava a calcio. Disperata la corsa in ospedale. Ascoltava Vasco, amava la Roma di capitan Totti e i cartoni animati. Chi lo ha soccorso:’ Ho cercato di rianimarlo ma respirava con affanno e aveva gli occhi semichiusi

ARCE – Si accascia a terra, sul campo verde dove stava giocando insieme ad altri ragazzini.
Forse un malore, diranno in seguito. Non si rialza. I primi soccorsi da alcuni residenti del posto, l’immediata richiesta di un’ambulanza, l’arrivo dei sanitari e la disperata corsa in ospedale.
Nulla serve: la vita di un ragazzino di 13 anni si spezza così, in un soffio, davanti allo stupore degli amici, all’incredulità dei soccorritori. E, purtroppo, in un dolore indicibile, lacerante, che sta distruggendo due genitori tanto attoniti quanto inconsolabili.
E’ morto così, ieri pomeriggio, Riccardo Bravini, tredicenne di Arce. Stava giocando con alcuni amici in un campetto verde in località Collemezzo, al confine con la contrada di Isoletta.
Improvvisamente, intorno alle 15.30, secondo quanto raccontato dalle testimonianze di chi lo ha soccorso, Riccardo si sarebbe accasciato a terra, forse accusando dei dolori. Nessuno scontro in campo, nessun trauma da impatto avrebbe fermato il ragazzino: il suo corpo si sarebbe abbandonato a terra così, da un momento all’altro. I ragazzini presenti hanno dato subito l’allarme e cercato qualcuno che potesse aiutare il loro compagno: un 41enne residente nell’abitazione antistante l’area in cui stavano giocando i cinque amici, si è subito prodigato cercando di rianimare il 14enne.
Intanto è stata chiamata un’ambulanza che, giunta sul posto dal presidio di Ceprano, ha caricato il bambino diretta all’ospedale “Spaziani” di Frosinone. Purtroppo, però, la corsa disperata non è servita: Riccardo non ha respirato più. Nel frattempo erano stati avvertiti i suoi genitori, che disperati hanno raggiunto il pronto soccorso del nosocomio frusinate. Una tragedia che ha scosso non poco i residenti della popolosa contrada, e qualche ora dopo l’intera comunità arcese, dove ci si conosce un po’ tutti e dove una morte assurda e apparentemente inspiegabile di un ragazzino di 13 anni non può non colpire la cuore. Sul posto sono anche giunti i carabinieri della stazione di Arce, diretti dal maresciallo Gaetano Evangelista, per cercare di far luce su quanto accaduto, mentre con tutta probabilità nella giornata di oggi potrebbe essere effettuata l’autopsia sulla salma del bambino per chiarire le cause della morte.

Chi lo ha soccorso
«Ho cercato di rianimarlo ma respirava con affanno e aveva gli occhi semichiusi»

«Ho tentato di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco, ma il suo respiro era affannoso, lentissimo e gli occhi semichiusi. Ho fatto allontanare gli altri ragazzini per farlo respirare e l’ho coperto con un giubbotto in attesa che arrivasse l’ambulanza. Nel frattempo in tanti nella contrada sono accorsi lì. Sono stati momenti davvero terribili e concitati».
E’ il racconto di Fabio Gemma, 41enne residente a Collemezzo, che per primo ha soccorso il piccolo Riccardo nell’area verde che si trova proprio davanti la sua abitazione e dove spessissimo anche suo figlio tira due calci al pallone con i suoi amichetti.
«Uno dei cinque ragazzini che stava giocando con Riccardo è venuto di corsa a chiamarmi, gridando che uno di loro era scivolato e si era fatto male. Sono sceso subito a vedere cosa fosse successo e ho trovato Riccardo  a terra, con gli occhi semichiusi, che respirava a fatica lentamente. Ho cercato di rianimarlo ma le sue condizioni erano evidentemente gravissime. Intanto mia moglie aveva chiamato un’ambulanza e quando sono arrivati sono andato con loro perché speravo potessero salvarlo».
Purtroppo, però, non è andata così. Il 41enne ha incontrato i genitori di Riccardo che, nella disperazione più nera, lo hanno voluto ringraziare e ha raccontato anche ai carabinieri di Arce cosa è accaduto in quei terribili istanti prima della ferale notizia.

Ascoltava Vasco, amava la Roma di capitan Totti e i cartoni animati

Una chioma rosso fuoco che ispirava simpatia e che gli aveva procurato qualche affettuoso nomignolo. Due occhi grandi e scuri. Un amore per la sua squadra del cuore, la Roma, ed il suo capitano Francesco Totti.
Riccardo il 9 giugno avrebbe compiuto i “mitici” 14 anni. L’età in cui non si è grandi, ma nemmeno piccoli. Le prime ragazzette, le feste da ballo, il sabato sera in pizzeria, il motorino, un occhio in più al proprio look, ad una capigliatura scomposta con il gel e un po’ di profumo. Una vita che s’inizia ad assaporare ed un futuro tutto da costruire. Questo era Ricky. Probabilmente un tredicenne come tanti, ma con una gioia di vivere contagiosa. Un ragazzo solare, sempre disponibile, sempre in cerca dei suoi compagni ed amici. Frequentava la terza media dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II” di Arce. Figlio unico e oggetto di tante attenzioni dai suoi genitori (titolari di un agenzia di pratiche auto) che cercavano in ogni modo di accontentarlo, di farlo felice. I suoi insegnanti lo ricordano come alunno affettuoso, attento ed impegnato nei doveri scolastici. In questi giorni era alle prese con la pre-iscrizione per le superiori. Gli piacevano le canzoni di Ligabue, Vasco Rossi, Eminem e Lady Gaga, i Sipsons, Spongebob. La sua bacheca di Facebook si è subito riempita di messaggi dei suoi amici.
«Riccardo – scrive Giulia – resterai sempre nei nostri cuori… impossibile dimenticarti!».

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