Nardone cambia strategia e si ‘svincola’ dai colleghi – ‘Ritengo di aver ripreso la mia autonomia amministrativa e decisionale’

ARCE – «Cambio di passo nel modo e nel metodo di fare opposizione».
Il consigliere comunale Gianni Nardone si scaglia contro i colleghi di minoranza all’indomani della riunione del consiglio comunale e delle nomine negli enti intermedi (Comunità montana e Consorzio dei trasporti).
Nardone, infatti, denuncia “l’asso piglia tutto” dei gruppi d’opposizione facenti riferimento al centrodestra e la completa chiusura alle sue richieste politiche.
«Debbo considerarmi particolarmente insoddisfatto – ha scritto in un comunicato – dello svolgimento dei lavori dell’ultima assise, in special modo per la volontà dei colleghi di minoranza di decidere di rompere in maniera unilaterale l’azione di comune opposizione che fino a ieri avevano portato avanti all’unanimità. Avevo posto agli amici di minoranza presenti – spiega ancora Gianni Nardone – le mie perplessità sul merito e sul metodo rispetto alla proposta fattami per una comune indicazione dei componenti da eleggere, in quota alla minoranza, nella Comunità Montana e nel Consorzio Trasporti».
Nardone era disposto a votare Marcello Marzilli all’ente montano, ma non Calcagni al Consorzio, per due motivi. Il primo che Calcagni è stato eletto in maggioranza, il secondo che una sorta di visibilità sarebbe toccata anche al centrosinistra.
«Purtroppo  – ha ripreso – ho dovuto verificare qualche minuto prima l’inizio dei lavori del consiglio che i colleghi che fanno riferimento al centrodestra avevo deciso di fare da soli. Ovviamente questo era nelle loro facoltà tuttavia mi sembra chiaro che la cosa renderà molto complesso ogni percorso futuro in chiave 2014. Soprattutto – rincara il consigliere di “Socialismo 2000 per il Partito del Lavoro” – quando si sente aleggiare e pesare il condizionamento di qualche vecchia cariatide della politica arcese che ancora non vuole appendere le scarpe al chiodo e non si arrende all’idea che, alla sua età, invece di continuare a fare danni al paese, sarebbe ora che si sedesse a qualche panchina dei giardini pubblici. Per cui da lunedì scorso – ha concluso perentorio Nardone – ritengo di aver riconquistato completamente la mia autonomia, anche amministrativa, e di aver reciso, mio malgrado, il rapporto di comune intendimento con i colleghi di opposizione».

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