Nel mirino di Sara Petrucci la retta dell’asilo nido – Dura la replica del consigliere di minoranza dopo le parole dell’assessore Germani

Non si placa la bufera sulla retta dell’Asilo nido. A intervenire è il consigliere di minoranza, Sara Petrucci, che punta il dito sulla maggioranza in particolare sul vicesindaco e Assessore alle politiche sociali, Gianfranco Germani. «Dopo aver letto le dichiarazioni di Gianfranco Germani, due sono le cose: o l’assessore vive in un’altra dimensione, oppure non ha nessun interesse a far ripartire un servizio importante come quello dell’asilo nido. Dico questo perché, dalle informazioni che ho, dei quasi venti pre-iscritti, sono 18 le domande ritirate – dice Petrucci -. Ed è chiaro che il motivo è uno solo: quelle famiglie arcesi non possono permettersi di pagare una retta così alta, che va dai 380 ai 450 euro al mese. In questo fine settimana sono stata contattata da decine di mamme che mi hanno chiesto di intervenire. Genitori che non hanno un colore politico, che probabilmente avranno anche votato l’attuale amministrazione e che adesso, semplicemente, vogliono delle risposte. Ed è per questo che chiediamo al sindaco e alla sua maggioranza di rivedere le tariffe, di renderle più eque facendo pagare ad ognuno il giusto, secondo le possibilità. Gianfranco Germani dice che il nido è un servizio a domanda. E dice un’ovvietà. Si guarda bene dal dire, però, i motivi per cui questo sia l’unico servizio offerto dal comune in cui sono state azzerate le fasce di reddito. Perché, invece di accusare gli altri di strumentalizzazione, non chiarisce quanto si spende a carico della collettività per tutti gli altri servizi? Affermare che si pagherà molto, poi, perché si mangerà bene o perché saranno ospitati in una struttura innovativa (di cosa?) con il personale previsto dalla normativa, fa sorridere. Il nido di Arce era riconosciuto a livello regionale come il fiore all’occhiello del comune. Potremmo chiedere alle operatrici, oggi impiegate negli uffici comunali, quale era lo standard del servizio. Ma potremmo anche andare a chiedere ai genitori di Ceprano, Isola del Liri, ed Arpino, giusto per citare qualche esempio vicino a noi con rette molto più a misura di famiglia, come vengono accuditi i loro figli. Perché non credo proprio, caro assessore, che ci siano genitori al mondo disposti a lasciare i propri bimbi in posti che non garantiscono determinati livelli qualitativi».

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