‘Nessuna pari opportunità negli orari dell’assise’ – E aggiunge: si palesa lo stereotipo di chi vorrebbe le donne relegate tra le mura domestiche

ARCE – Pari opportunità, quando alle parole non seguono i fatti.
Il consigliere comunale Sara Petrucci, in occasione dell’ultima assise, ha denunciato la scarsa attenzione verso l’esigenze delle donne del consesso. In particolar modo l’esponente pidiellino ha fatto notare come, seppur più volte lei abbia chiesto di evitare, si continuino sistematicamente a convocare i consigli comunali in ore serali. La Petrucci, da alcuni mesi, è diventata mamma di una bellissima bimba che, ovviamente, a sera le richiede particolari attenzioni che le impediscono di partecipare ai consigli comunali.
«Si tengono in conto le esigenze di molti – ha detto – ma queste evidentemente non sono alla portata di chi dispone le sedute. Si parla tanto di pari opportunità, ma di fatto, alla fine, quando si tratta di agire, nessuno sa cosa siano. Ho chiesto più volte, personalmente e tramite i miei colleghi di minoranza, – ha spiegato la Petrucci – di convocare i consigli, almeno in qualche occasione, in orari più consoni. Di tutta risposta si sono tenute due riunioni, da otto e nove punti in discussione, che dovevano iniziare alle venti e alle ventuno e si sono concluse oltre la mezzanotte. In questo modo – ha rincarato ancora – non mi si consente di espletare il mio mandato elettorale. Posso anche capire che a qualcuno faccia comodo non avermi tra i banchi del consiglio, ma non credo giusto che questa discriminante debba essere addossata ad una maternità. Faccio appello – ha concluso la capogruppo – alle mie due colleghe di maggioranza, anche se non sono madri, affinché si facciano portavoce di certe sensibilità. Anche perché in seno al Consiglio non sono l’unica ad avere un bambino piccolo, ma evidentemente la mentalità di questi signori è legata a certi stereotipi che vedono la realizzazione della donna solo all’interno delle mura domestiche».

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